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Roberto Campani, Pioneer Investments: "Il processo di investimento è bottom-up”


Il gestore ci racconta il suo processo di investimento e le sue prospettive per questo 2014. “Il processo di investimento si basa su un’attenta analisi e selezione dei singoli titoli. Questo implica che l’esposizione settoriale e geografica del fondo è conseguenza delle scelte di stock-picking che troviamo di volta in volta interessanti.

Le società da inserire in portafoglio vengono selezionate sulla base della qualità del management, della struttura della corporate governance, dello stato di salute dei bilanci e della capacità di generare cash flow e del posizionamento competitivo all’interno del settore di appartenenza. Questa analisi ci porta quindi a individuare quei titoli che secondo noi presentano una valutazione di mercato inferiore a quella intrinseca o potenziale. I titoli in portafoglio vengono poi venduti quando viene raggiunto il target price da noi stimato, se si verificano rilevanti cambiamenti nelle condizioni di mercato o se dovessero emergere nuove e più interessanti opportunità di investimento.

Il processo di investimento è fondamentalmente bottom-up. L’idea generation nasce dall’analisi delle singole società che, con il supporto del team di ricerca proprietaria di Pioneer Investments, incontriamo periodicamente per conoscerne il management e i piani di sviluppo e per capire lo stato di salute dei bilanci. Ovviamente osserviamo anche la situazione macroeconomica a livello di singolo paese e a livello globale per inquadrare lo scenario in cui operano le imprese e se vi possono essere particolari opportunità legate al ciclo economico.

Politica di controllo dei rischi

In Pioneer Investments ci avvaliamo del supporto di un team di Portfolio Construction che tiene sotto controllo il contributo di ciascuna posizione al rischio complessivo del portafoglio. Si tratta di una metodologia completamente integrata all’interno del processo di investimento.  In questo modo si riesce a tenere sempre sotto controllo le performance del mercato rispetto a quelle del portafoglio sotto diversi aspetti per verificare in quali aree di rischio vi è una sovraesposizione o una sottoesposizione e quali possono essere gli impatti sulla performance.

Qual’è la sua asset allocation in questo primo trimestre del 2014 e le aree favorite di investimento? “Nel corso del primo trimestre il portafoglio è stato gestito dinamicamente ed ha presentato, in media, un sovrappeso sul settore industriale e un sottopeso su finanziari (ove sono state privilegiate le banche di maggiori dimensioni a scapito delle banche popolari e degli istituti a minore capitalizzazione) ed energetici. Nel corso del periodo è stato ridotto il peso delle società con una maggiore esposizione all’economia globale, in particolare ai mercati emergenti, e rifocalizzato una parte del portafoglio a favore di società più legate all’andamento dell’economia domestica, attesa in ripresa pur modesta nel corso dell’anno”.

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