Rischio Italia? I mercati fanno spallucce


A detta di Emmanuel Macron, le elezioni italiane, assieme alla Brexit, sono un’esperienza traumatica per l’Unione europea. Il presidente francese, meno di due giorni fa, lo diceva ad una vasta platea, ad Aquisgrana, ritirando il premio Carlo Magno per il suo impegno proeuropeo: il voto italiano è “un campanello d’allarme”, ha spiegato, rilanciando l’idea di un’Europa a più velocità : “Non possiamo sempre aspettare tutti”. Sottinteso: anche gli italiani, se sceglieranno un governo anti-europeista dovranno scendere dalla locomotiva. Non a caso, all’idea di un esecutivo Lega-M5s, la scorsa settimana i mercati hanno cominciato a traballare. Venerdì Piazza Affari ha chiuso poco sopra la parità soprattutto grazie ad alcune  buone trimestrali, visto che l’indice Ftse Mib aveva perso slancio ed era passato in negativo. Senza contare uno spread Btp-Bund salito a 140 punti. A pesare, secondo gli esperti, c'è la situazione politica italiana, certo, ma tutto sommato la situazione appare sotto controllo. Complice chissà il salvagente del quantitative easing di Mario Draghi.

Pochi timori sui mercati 

UniCredit non fa commenti a riguardo: "l'unica cosa che possiamo dire è che siamo sicuri che qualsiasi governo lavorerà nell'interesse del Paese. Se si guarda al mercato azionario vediamo che gli investitori non sembrano al momento temere le evoluzioni politiche”, ha detto l’amministratore delegato Jean Pierre Mustier, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei conti trimestrali. Mustier ha ricordato che nel 2018 il Ftse Mib è l'indice che ha avuto "la migliore performance" e che "grazie alle azioni del governo precedente in particolare per salvare Mps e le banche venete il premio sul rischio sistemico del paese è scomparso e il mercato sta rivalutando alcune asset class italiane". Il contesto sembra quindi sostenere il Paese e c’è "una visione positiva degli investitori sull'Italia".

Anche secondo il team gestionale di Anima serve restare calmi e osservare: “alla luce di uno scenario economico e politico diventato più incerto riteniamo che i mercati continueranno a mostrare un andamento meno direzionale. Pertanto, in questo contesto, la nostra view strategica continua ad essere più cauta e prudente, privilegiando un approccio di gestione particolarmente, tattico, flessibile e anche selettivo, in modo da sfruttare le opportunità di acquisto che un andamento più volatile può offrire”, spiega Armando Carcaterra, responsabile investment advisory & support di Anima. “Da inizio anno, comunque, nonostante l’incertezza politica, la Borsa italiana si sta confermando una delle migliori fra quelle europee e, indubbiamente, a supportare il buon andamento è anche la spinta che continua ad arrivare dalla domanda per i PIR. Va però tenuto presente che i margini di apprezzamento sembrano ridursi e diventa sempre più necessaria una gestione attiva con forte selezione nelle scelte allocative”, continua l’esperto. Proprio per questo l’allocazione sui fondi azionari italiani “si mantiene prudente, con una conseguente riduzione del profilo di rischio dei portafogli, in attesa di sviluppi sul fronte politico domestico, ma anche con la possibilità di sfruttare in modo tattico le fasi di risalita del mercato”.

Di peggio c'è lo stallo politico

Il problema piuttosto, secondo Giacomo Tilotta, responsabile azionario Italia e Europa di AcomeA SGR, potrebbe essere più grave se il governo non si riuscisse a farlo. “Credo che nel medio lungo termine la continuazione di uno stallo politico avrebbe delle implicazioni negative. Di fatto, la crescita economica osservata negli ultimi mesi, necessita di un supporto di riforme al fine di rendere strutturale i progressi fin qui registrati”, chiarisce l’esperto, che poi entra più nel dettaglio sul possibile accordo tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio: “le preoccupazioni del mercato risiedono nelle percezione da parte degli investitori di considerare questi due partiti come forze anti-europeiste. Se un eventuale  governo formato da Lega-M5s dovesse basarsi su un accordo che non si ispiri a idee anti-europeiste, si potrebbero creare le condizioni affinchè gli investitori si concentrino su temi quali le prospettive macro e micro del sistema italiano”.  Ad ogni modo il gestore consiglia agli investitori di rivolgere l’attenzione ad un orizzonte temporale di lungo periodo. “L’innescarsi di una fase di volatilità, infatti, potrebbe creare delle buone opportunità di investimento”.

Nessun flusso in uscita per gli investitiori istituzionali 

Sul fronte obbligazionario, e nello specifico sul movimento dei Btp e Cct in seguito all'aumento dello spread, un'interessante analisi arriva dall'ufficio studi di Marzotto SIM. Gli analisti fanno notare come in seguito all’aumento del rischio di credito i governativi italiani non si sono mossi tutti allo stesso modo.  "Come si può notare dal seguente grafico i Cct sono stati relativamente favoriti rispetto ai Btp a tasso fisso. Mentre l’asset swap spread (ASW) dei Btp è aumentato di circa 15 bps nelle ultime tre settimane, il discount margin (DM) dei Cct è aumentato di soli 2 bps. Considerando che i Cct sono in genere più sensibili agli sviluppi politici, questa divergenza potrebbe segnalare che non ci sono stati significativi flussi in uscita da parte degli investitori istituzionali italiani che sono tipicamente posizionati sui Cct. Ciò potrebbe essere dovuto anche alla preferenza degli investitori per i titoli a tasso variabile, soprattutto in vista del meeting della BCE di settembre dal quale ci si attendono notizie riguardo il Qe.

cct

Fonte: Marzotto SIM. Grafico con il DM ed ASW dei CCT e BTP con scadenza aprile e giugno 2025.

 

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