“Ripetibile e solido”, ecco come si struttura il processo absolute return bond di OMGI


Negli attuali contesti di mercato, guardando al lungo termine, gli asset finanziari non risultano particolarmente economici, ragion per cui dal team Fixed Income di Old Mutual Global Investors, nella gestione della strategia Old Mutual Strategic Absolute Return Bond, sono alla continua ricerca di valore long-term nell’universo obbligazionario, come spiega a Funds People Mark Nash, head of Fixed Income della casa di gestione, nonché lead manager del suddetto fondo: “Assumiamo non solo posizioni long ma anche short, per cui ci prefissiamo come target l’ottenimento di absolute return positivi nei rispettivi segmenti obbligazionari. Nel caso specifico dell’Old Mutual Strategic Absolute Return Bond il target è cash + 4% net return”.

Secondo l’esperto, certamente quest’anno risulta essere maggiormente volatile rispetto al 2017 e ha portato il mercato ad essere caratterizzato da maggiori tensioni tra gli investitori, che si pongono maggiori domande, essendo evidentemente preoccupati circa la preservazione del proprio capitale. “Essi sono infatti propensi ad investire in cash, e cercano di ottenere un rendimento da questi asset limitandone il rischio, ragion per cui il fondo punta proprio a questo”, afferma Nash.

“Nel processo di asset allocation prestiamo molta attenzione al rischio del portafoglio, e ciò è naturale assumendo anche posizioni short. La duration risulta per cui corta sugli US Treasury, 1,5 anni. Valutiamo anche i risk asset dato l’attuale recupero globale e avendo una view a lungo termine al rialzo per gli strumenti obbligazionari. Tendenzialmente, i risk asset hanno fatto bene negli ultimi anni, ma nel 2018 abbiamo visto un particolare sell-off degli stessi soprattutto negli US Treasury, trend già inglobato nelle nostre aspettative di mercato”, spiega il manager.

Una strategia a quattro fasi

A detta di Nash, il focus è sui prezzi, non sullo yield; “I carry gain, infatti, scompaiono in un attimo quando ritorna la volatilità dei prezzi. Disponiamo inoltre di un ampio set di opportunità: investire sull'intero universo fixed income e delle currency significa che possono essere sempre trovate opportunità di investimento e di diversificazione, con l'obiettivo di ottenere elevati rendimenti aggiustati per il rischio caratterizzati da drawdown poco significativi”.

La gestione del rischio è quindi integrata nel processo di investimento. Le migliori idee sono assunte a seconda della conviction dei membri del team, della volatilità e della correlazione. “L’obiettivo primario è quello di conseguire total return positivi su base di 12 mesi con livelli di volatilità stabili, non correlati alle condizioni del mercato obbligazionario e azionario. Il target di volatilità annualizzato è del 5%”, dettaglia il gestore.

Per quanto concerne il processo di costruzione del portafoglio, come afferma l’esperto, questo risulta “ripetibile e solido”, e si suddivide in quattro fasi

Valutazione delle tematiche macro: i gestori determinano le view top-down macroeconomiche globali;

Generazione di idee di investimento: viene stilata una lista delle “best ideas” delle asset class con il supporto degli specialisti di settore;

Processo di costruzione del portafoglio: i gestori determinano il livello del rischio ex ante del fondo, asset allocation settoriale e peso del rischio delle singole posizioni;

Modello del portafoglio: la strategia del team è allineata con la metodologia quantitativa, e fornisce le misure delle posizioni come guida per i fund manager.

“Iniziamo a generare le nostre best ideas seguendo un’analisi fondamentale, attraverso la valutazione del PIL attuale, del suo trend, dell’inflazione, dell’outut gap e dei dati demografici, come le tendenze in tema di risparmio e prestito. La determinazione del regime e della politica di investimento avviene attraverso la valutazione di aspetti tecnici di mercato, come le azioni politiche, gli effetti del ciclo finanziario, la distorsione dei flussi e del sentiment di mercato. La costruzione del posizionamento macro avviene quindi attraverso la determinazione e la prioritizzazione degli investimenti, attraverso un’asset allocation con beta direzionalerelative value (market neutral)stock selection (micro alpha) e determinate ponderazioni delle conviction”, spiega Nash.

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Per quanto riguarda il posizionamento a livello settoriale, il segmento del credito prevede una posizione long su US/EUR Coco bonds del 60% e short sul Long Protection CDX IG del 40%. Sui tassi dei mercati sviluppati, il team assume in generale una posizione net short, dove le posizioni più rilevanti sono in USA (25%), in Germania (20%) e in UK (20%). Al contrario, sui tassi dei mercati emergenti il posizionamento complessivo risulta net long, dove gli investimenti più significativi risultano in Sudafrica e Messico con il 20% in ciascun Paese. Per quanto concerne invece le valute, il posizionamento è anche in questo caso net long, seppur l’esposizione maggiore è short sul dollaro australiano (15%). Infine, è assunto un posizionamento net long anche sull’inflazione, con posizioni lunghe rispettivamente sul Japan breakeven (30%), sullo European breakeven (30%) e sullo US breakeven (40%).

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Fonte: OMGI.

La squadra

Il team Fixed Income di OMGI è composto da 11 professionisti che contribuiscono all’assunzione delle migliori idee strategiche. “Ognuno di noi è specializzato su uno specifico segmento. Ad esempio, tre di noi sono focalizzati sulla componente macro, quattro sul credito e uno sui finanziari. Il risultato è quello di un portafoglio creato dalle singole idee di investimento di ognuno riguardanti il segmento di competenza”, conclude il fund manager.

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