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Resoconto dei costi? Ecco le prime informative inviate ai clienti


Qual è il valore che si nasconde dietro una commissione?  Questa semplice domanda, negli ultimi mesi, è diventata la questione chiave, che ruota attorno alla tanto attesa rendicontazione imposta dalla direttiva MiFID II. Un argomento sottotraccia, visto quanto rilevato da una serie di chiacchierate informali che Funds People ha tenuto durante i giorni del Salone del Risparmio. Di più. Secondo alcuni gestori, che hanno avuto modo di vedere in anteprima dei facsimile sull’argomento, i clienti non saranno soddisfatti. O meglio capiranno poco e niente. “Ci sono intermediari che presenteranno una serie di documenti di oltre 60 pagine, e una serie di costi scomposti che nemmeno il più ferrato degli esperti riuscirebbe a capire”, racconta off the record un esperto sul tema. Senza contare poi la tempestività degli invii: non prima di maggio e per alcuni anche in pieno agosto.

C’è però una bella notizia: i primi resoconti dei costi e degli oneri relativi al 2018 qualcuno li ha già inviati. E proprio in questi giorni. I primi a muoversi nel segno della trasparenza sono stati, infatti, Moneyfarm  ed Euclidea, due società di gestione che da sempre hanno mostrato il loro plauso alla direttiva europea.

Euclidea ha pubblicato il resoconto nell’area privata dei propri clienti. “Siamo nati in funzione di MiFIDI I, in un’ottica di assoluta trasparenza e semplificazione dei processi di investimento e di consulenza. Siamo fermamente convinti che la tecnologia e la semplicità alla fine paghino. E i risultati che abbiamo finora raggiunto sono la conferma che stiamo andando nella giusta direzione", commenta l'amministratore delegato Stefano Rossi. "Abbiamo da sempre sostenuto l’importanza di un approccio chiaro e nitido nei confronti della trasparenza dei costi. MIFID IIper noi di Euclidea rappresenta una grande opportunità per crescere e consolidare il nostro posizionamento all’interno di un mercato in cui è in atto una vera e propria rivoluzione culturale. Rivoluzione che comporterà, a nostro avviso, necessariamente cambiamenti rilevanti in tutta l’industria del risparmio gestito”.

Moneyfarm ha fatto di più, inviando anche un facsimile dell'informativa, che prende in esame un portafoglio esemplificativo di 50mila euro, e la lettera di accompagnamento che hanno ricevuto i clienti interessati via mail. Il documento offre una panoramica della totalità dei costi sostenuti nel corso dell’anno. Nel dettaglio si tratta di costi del servizio Moneyfarm, costi degli strumenti finanziari inclusi nel portafoglio del cliente e costi relativi agli oneri fiscali. “. In Italia il costo dei fondi comuni d'investimento è superiore alla media europea perché ben il 70% di esso va a remunerare la filiera distributiva (attraverso le retrocessioni)”, scrive nella lettera inviata ai clienti Giovanni Daprà, co-fondatore e CEO Moneyfarm. “Un processo, questo, che Moneyfarm ha tagliato attraverso un servizio di consulenza finanziaria indipendente distribuito direttamente all'investitore finale. Nei mesi scorsi ci siamo esposti pubblicamente per chiedere che la direttiva venisse applicata tempestivamente nell’interesse degli investitori. Qualora avessi investimenti in essere presso altri istituti, ti suggeriamo pertanto di richiedere questa informativa alla tua banca o al tuo intermediario”, conclude Daprà.

Ecco qui, in allegato, il facsimile che prende in esame un portafoglio esemplificativo di 50mila euro.

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