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Refees, l’oracolo per scoprire quanto costa il tuo portafoglio


Se c’è un elemento che più di tutti sta animando il dibattito intorno a MiFID II, suscitando non poco entusiasmo tra gli esperti del settore, è quello relativo agli obblighi di trasparenza circa i costi associati ai servizi e agli strumenti offerti agli investitori. L’entrata in vigore della Direttiva ha contribuito, del resto, a evidenziare un atteggiamento molto comune tra questi ultimi: trascurare la componente dei costi come determinante della performance nel lungo periodo.

È con questa consapevolezza che nel settembre 2016 un gruppo di esperti ha unito le proprie forze e conoscenze del settore per lanciare Refees, uno strumento di ottimizzazione dei portafogli che permette agli oltre 1.500 utenti registrati oggi di comprendere a quanto ammontino le commissioni che stanno pagando sull’interno portafoglio e sugli specifici strumenti da loro detenuti (il dato utilizzato è quello delle spese correnti). Ne abbiamo parlato con Filippo Livorno, co-founder e CEO della start up che a breve lancerà una versione beta della piattaforma dedicata ai consulenti finanziari e alle SIM.

“Abbiamo realizzato uno studio approfondito dei prodotti di risparmio gestito distribuiti in Italia e perfezionato un algoritmo che permette ai nostri utenti di scoprire, ad esempio, quali fondi sono riusciti a generare realmente alpha nel lungo periodo, oppure, nel caso non ci siano riusciti, se esistano sul mercato prodotti passivi specifici con cui ottimizzare tali fondi. O ancora se esistano classi retail con commissioni inferiori rispetto alla classe detenuta”, spiega Livorno.

Il funzionamento è semplice e intuitivo. Dopo essersi registrato gratuitamente alla piattaforma, l’utente può caricare il proprio portafoglio in pochi semplici passi, direttamente da un file excel o inserendo manualmente il codice ISIN dei fondi e l’importo investito. Il sistema elaborerà in tempo reale un’analisi dei dati inseriti, fornendo un resoconto del portafoglio contenente i fondi sostituibili, quelli troppo cari e una stima del risparmio previsto in funzione dell'arco temporale stabilito dal cliente, qualora quest'ultimo decidesse di ottimizzare il portafoglio con strumenti meno costosi, avvalendosi del servizio di consulenza di Moneyfarm con cui Refees ha stretto una partnership.

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“Nonostante il nostro modello di business fosse prevalentemente B2C, ci siamo resi conto che molti consulenti finanziari utilizzano la nostra piattaforma nella loro attività quotidiana”, spiega Livorno. “Abbiamo quindi pensato di parlare direttamente con loro per capire come soddisfarli al meglio e ottenuti feedback molto interessanti abbiamo creato Optipholio, la versione Beta della piattaforma per consulenti finanziari e SIM che verrà lanciata a breve”. Dopo una campagna di reclutamento, la società ha selezionato 50 tester che si sono resi disponibili a utilizzare Optipholio e che con i loro feedback stanno aiutando il team guidato da Livorno a perfezionare il prodotto.

“Le differenze tra le due piattaforme sono notevoli”, tiene a precisare il CEO di Refees. “Per quanto riguarda quest’ultima stiamo seguendo l’iter regolamentare per implementare la versione Premium e fornire all’utente anche l’informazione su come ottimizzare gli strumenti. Optipholio invece, permette ai consulenti di avere tutte le informazioni direttamente all’interno della piattaforma e di effettuare simulazioni sui portafogli dei propri clienti (il cui numero dipende dal piano prescelto), utilizzando il nostro algoritmo per rendere i portafogli più efficienti e soddisfare al meglio la propria clientela o acquisirne di nuova, utilizzando il nostro tool per analizzare i portafogli di eventuali prospect”.

“Stiamo anche dialogando con altre piattaforme, che i consulenti già utilizzano nel loro lavoro quotidiano, per permettere una maggiore integrazione con la nostra e rendere quindi più facile il ‘trasferimento’ dei portafogli da una piattaforma all’altra, semplificando il lavoro dei consulenti nell’analisi dei portafogli dei propri clienti”, conclude il responsabile della società che da pochi giorni è entrata a far parte del Fintech District, creato dal Gruppo Sella e Copernico per aiutare lo sviluppo di questo settore anche in Italia”, spiega Livorno.

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