Ranking dei gestori che seguono pratiche di investimento più sostenibili


ShareAction è un'organizzazione non-profit specializzata nello studio ed analisi del mondo degli investimenti responsabili. La società ha pubblicato il suo studio più ambizioso realizzato finora, che propone un ranking dei maggiori asset manager in termini di masse globali valuati sulla consistenza e rilevanza dei criteri ambientali e sociali, e di governance all'interno della filosofia e del processo di gestione.

Finalità e metodologia

Il Responsible Investment Assessment Ranking presentato da ShareAction classifica i 75 asset manager più grandi al mondo valutando le pratiche di investimento responsabile, con un focus specifico sulla governance, sul cambiamento climatico, sui diritti umani, sugli standard lavorativi e sulla diversità. I gestori europei risultano all’avanguardia, come dimostra il fatto che 19 delle prime 20 entità della classifica hanno il loro quartier generale nel Vecchio Continente. La prima azienda nordamericana ad apparire in classifica è canadese e si trova al ventesimo posto.

L'indagine classifica le case di gestione in base all'informativa e alla gestione dei rischi e degli impatti sui loro portafogli. La ricerca è stata svolta attraverso un questionario sviluppato seguendo le linee guida e le raccomandazione pubbliche della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD), costituita nel 2015 dal Financial Stability Board (FSB). Tale questionario è stato inviato direttamente agli asset manager che per il 92% hanno risposto in maniera diretta (69 società su 75). I restanti dati sono stati raccolti attraverso report e informative di carattere pubblico.

La classifica

Lo studio rivela non solo che esistono grandi differenze tra aree geografiche ma che molte società non riescono ancora a tradurre i loro impegni pubblici in azioni chiare. "Mentre molti nel settore sono desiderosi di promuovere il proprio impegno sui criteri di sostenibilità, la nostra analisi indica chiaramente che pochi tra i maggiori asset manager al mondo possono affermare di avere un approccio veramente sostenibile applicato all’intero processo di investimento e a tutte le strategie della gamma. I nostri risultati mostrano che alcuni asset manager, tra cui Robeco, che si colloca al primo posto, dimostrano una reale leadership e rappresentano l'eccezione positiva", afferma Felix Nagrawala, analista senior di ShareAction.

La società olandese guida il Responsible Investment Assessment Ranking di ShareAction, ricevendo una valutazione A, la più alta. Solo altre quattro entità (BNP Paribas AM, Legal & General IM, APG AM e Aviva Investors) condividono tale rating.

Secondo Gilbert Van Hassel, CEO di Robeco, la posizione dell'azienda come manager numero uno della classifica riflette la lunga tradizione della società in questo campo e l’impegno a guidare il cambiamento positivo attraverso una gestione rigorosa e un'attenzione puntuale all'integrazione dei criteri ESG. "Già negli anni '90 Robeco ha riconosciuto il potenziale dell’integrazione della sostenibilità come modo per portare ulteriore valore ai propri clienti, e questa classifica riflette la nostra ricca eredità e conoscenza e la nostra visione a lungo termine in questo campo", sottolinea.

“La conoscenza di tutti gli aspetti della sostenibilità”, sottolinea inoltre Van Hassel, “non è qualcosa che può essere sviluppata da un giorno all'altro, ma è positivo e importante vedere così tanti gestori patrimoniali che ora si uniscono in questo in questo percorso”. “Problemi importanti come il cambiamento climatico non possono essere risolti da una sola società. Tuttavia, è altrettanto importante che le dichiarazioni di pubblico dominio siano sostenute da azioni e iniziative concrete", conclude.

Di seguito la classifica delle 20 società di gestione che, secondo lo studio ShareAction, possono vantare una politica di investimento maggiormente sostenibile. È possibile scaricare il rapporto completo da questo link.

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"Analizziamo il business delle aziende presenti in portafoglio per individuare i punti di forza e debolezza sulle tematiche ESG. L’engagement ha un orizzonte temporale di tre anni e, in base ai progressi delle società, l’attività viene terminata con o senza successo”, spiegano dall'asset manager.

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