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Ragaini (Banca Generali): "La nostra consulenza risponde già ai requisiti di adeguatezza"


Molti esperti, negli ultimi mesi e in attesa dell’arrivo definitivo di MiFID II, pensano che il mercato italiano si stia preparando ad un cambiamento. Non per tutti epocale, ma sicuramente importante: in primis ci sarà una maggiore interazione e collaborazione tra produzione e distribuzione. Il focus si sposterà sempre più sulla qualità del prodotto e sarà compito del consulente giustificare le proprie raccomandazioni date al cliente. In questa prospettiva si premieranno le best practice e si valorizzeranno prodotti classici come ad esempio le gestioni patrimoniali che, insieme a prodotti come le unit linked, sono destinate a crescere.

Tra chi punta proprio su questa tipologia di business c’è anche Banca Generali. Da nemmeno due anni la società ha lanciato sul mercato innovativi contenitori, GP Solution e GP Solution Top Client, che, a detta di Andrea Ragaini, vice direttore generale, “consentono una gestione dinamica dell’asset allocation con ampia diversificazione e i vantaggi di una personalizzazione pressoché totale. Godono di crescenti garanzie, possibilità di protezione e opportunità d'accesso a strumenti di investimento di ampio raggio abbracciando non solo titoli e fondi, ma anche ETF e volendo l’universo dei prodotti illiquidi”. L’attenzione verso le gestioni patrimoniali dl’altronde è ben ripagata. “Dalla nascita questi prodotti sfiorano i 4 miliardi di raccolta confermandosi tra le soluzioni più dinamiche del mercato. Insieme ai contenitori assicurativi (Bg Stile Libero) si mettono in luce per crescita e prospettive”, aggiunge Ragaini. Proprio lo scorso luglio, al MiFID Day organizzato dall’entità, tenutosi a Londra, era stato lo stesso amministrato delegato Gian Maria Mossa ad affermare di attendersi un livello oltre i 20 miliardi al 2019. “La corsa della raccolta è esplicativa della forte attenzione che ci giunge dalla domanda”, continua Ragaini. “Le possibilità di costruire su misura alle esigenze ed obiettivi del cliente l’asset allocation, tenendo ben presente anche l’analisi del rischio, è un punto di vista fortemente innovativo apprezzato dalla clientela, specie quella di fascia alta di mercato”.

Banca Generali si aspetta una continua crescita di questi strumenti, anche dunque in vista di MiFID II. “La nostra consulenza risponde infatti già ai requisiti di adeguatezza e best practice nella pianificazione alla clientela e le opportunità offerte dalle nostre gestioni patrimoniali ci consentono di anticipare per molti versi la normativa portando di fatto il concetto di advisory dentro le soluzioni gestite. L’ampia delega e scelta di prodotti, la reportistica dettagliata sulle singole scelte e il focus prioritario sui molteplici rischi di un investimento rendono evidente la qualità di questo strumento che ci aspettiamo continuerà ad essere fortemente competitivo con la nuova normativa”, afferma il vice direttore generale della società.

Non a caso attraverso le parole di Mossa, Banca Generali ha chiarito di voler offrire un modello sempre più private, puntando sulla consulenza per la protezione del patrimonio, il controllo del rischio e la diversificazione di prodotto in funzione degli obiettivi che anticipano le linee guida di MiFID II. In questo contesto rientrano pure le gestioni patrimoniali. “È come un abito su misura”, dice Ragaini parlando dell’offerta che offrono ai clienti. “Si scelgono le linee di investimento, i sottostanti, gli elementi di protezione e il contributo dell’advisory per costruire non una replica di asset allocation, ma il proprio percorso di investimento. In più a disposizione i plus della flessibilità fiscale, dalle eventuali compensazioni di posizioni, e dalla scelta di servizi a valore aggiunto modulabili a piacere come il decumulo, o il pegno finanziario, oltre alla possibilità di scegliere la delega dell’advisory non solo tra le expertise di Banca Generali ma anche tra quelle dei partner terzi. Il costo della soluzione è in linea agli strumenti simili di mercato ma ha dalla sua una forte efficienza e flessibilità che valorizzano pienamente il contributo del consulente nelle dinamiche di pianificazione finanziaria per le famiglie e nelle sfide successorie”.

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