Quattro consigli per il proprio portafoglio in vista dell'estate


Esiste un detto a Wall Street che recita “Sell in May and go away”, vendi a maggio e va via per tornare sui mercati in autunno inoltrato. L’idea è quella di proteggersi dai mesi caldi, solitamente più volatili, per poi rientrare sui mercati con la brezza autunnale. Eppure, visto il saliscendi borsistico fin dai primi mesi del 2018, questo detto probabilmente non ha più un forte appeal tra gli investitori. Tutti dovrebbero infatti strutturare i propri portafogli affinché siano in grado di adattarsi ai contesti di mercato e di fare efficacemente fronte anche a possibili fasi di tensione: il timore di una vera e propria guerra commerciale tra Stati Uniti e resto del mondo, ad esempio, sta diventando il tema dominante dell'estate.

Per un investitore perciò preparare il suo portafoglio in vista della pausa estiva non sarà certo una passeggiata, come spiega Paolo Mazzocca, team asset allocation research di UBI Pramerica SGR. “Quella del 2018 è un’estate particolarmente interessante, con diverse asset class che, deprezzate, potrebbero offrire opportunità di investimento attraenti. Gli ultimi dati macroeconomici hanno confermato la prosecuzione della crescita mondiale a tassi superiori rispetto al potenziale, ma sembra che i mercati stiano reagendo in maniera eccessiva ed esagerata di fronte al flusso di notizie negative di carattere politico. Sarà fondamentale prestare particolare attenzione all’andamento delle valute e alle prossime mosse delle banche centrali. In ogni caso, occorrerà sempre tenere presente il proprio profilo di rischio e l’orizzonte temporale dei propri investimenti”, spiega l’esperto.

Andando più nel dettaglio ecco quattro consigli che Mazzocca offre nelle scelte di portafoglio:

  1. Esposizione ai governativi periferici
  2. Esposizione diversificata sul comparto high yield (in particolare di Eurozona)
  3. Buon peso azionario
  4. Bassa diversificazione sulle divise non euro

“Sul fronte azionario molti mercati hanno subito un declassamento dei multipli, offrendo, come nel caso dell’Area Euro, premi per il rischio particolarmente interessanti”, dice l’esperto. “I mercati emergenti, probabilmente penalizzati da un dollaro forte e da timori di una crescita non più sincronizzata, cominciano a offrire l’opportunità di iniziare un’accumulazione che potrebbe durare per i prossimi mesi. Sul lato del credito, gli spread sono stati piuttosto altalenanti e in media si sono allargati. Tuttavia, occasioni di acquisto possono essere rintracciate all’interno del segmento high yield dell’Area Euro e, con maggiore cautela, all’interno del segmento investment grade negli Stati Uniti. Relativamente a quest’ultima area, il grande interrogativo riguarda il dollaro. I timori di una guerra commerciale e di rincorsa ai dazi potrebbero giocare a favore del rafforzamento della valuta americana. Tuttavia, l’effetto potrebbe essere di breve termine e si potrebbe giungere, in seguito, a una correzione a favore dell’euro”, riassume Paolo Mazzocca. 

“Inoltre, una scelta tattica su cui stiamo puntando è quella che tende a costruire posizioni che possano far beneficiare di un restringimento dello spread Italia/Germania”.  

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