Quanto costa uscire dal mercato?


“I consulenti sanno che la performance arriva grazie all’asset allocation strategica, ma se poi si guarda ai loro portafogli troviamo una grande quantità di fondi flessibili tattici. Questa è una contraddizione in termini perché non dà il giusto peso alla vera variabile che permette di dare valore al cliente”. Questa variabile è, secondo Federico Domenichini, head of advisory Italy di T. Rowe Price, il tempo.

Per capirlo Domenichini invita ad analizzare i dati relativi all’azionario americano dal 2002 al 2017. In 15 anni l’S&P 500 ha, infatti, fatto segnare una performance annualizzata pari al +10% circa, ma perdendo i migliori 40 giorni di borsa in questo lasso di tempo si sarebbe ottenuta una performance negativa. Con soli 40 giorni di disinvestimento si sarebbe passati da un +9,92% ad un -2,80%.

Il prezzo di uscire dal mercato, T. Rowe Price

Qual è la lezione che traiamo?

“Restare pienamente investiti ci dice due cose fondamentali”, afferma l’head of advisory Italy di T. Rowe Price. “La prima è che diamo tempo ai nostri investimenti e la seconda è che abbiamo fiducia nella nostra asset allocation strategica. Crediamo cioè nel mercato su cui siamo posizionati in un orizzonte di medio-lungo periodo”.

Un nodo centrale in questo quadro è rappresentato dalla finanza comportamentale e dalla capacità del consulente di orientare le scelte del cliente ad una piena razionalità. “I clienti tipicamente chiedono di uscire dal mercato azionario a fronte di forti correzioni, ma come sappiamo”, fa notare Domenichini, “le performance migliori arrivano proprio con i rialzi immediatamente successivi. Guardando all’oggi possiamo senza timore di smentita dire che avere perso il rimbalzo di gennaio 2019 sui mercati azionari rappresenterà un forte freno in termini di performance per l’intero anno”.

Ogni attore dell’industria è chiamato ad una riflessione su questo punto nella specificità del proprio ruolo. “Come asset manager puramente attivi la nostra missione è quella di portare valore nel tempo attraverso un’asset allocation strategica in grado di battere gli indici di riferimento”, afferma l’head of advisory dell’asset manager. “La nostra specializzazione sul mercato azionario americano”, prosegue, “nasce da una lunghissima tradizione che parte dal nostro fondatore Thomas Rowe Price, alieno all’approccio tipico del trading, e focalizzato su uno stock picking fatto in ottica di medio e lungo periodo”. “I nostri gestori”, conclude, “sono remunerati a 1, 3, 5 e 10 anni a riprova e garanzia di un’ottica pienamente attiva da sviluppare nel tempo, guidati da due domande fondamentali: quali saranno i cambiamenti strutturali nell’economia globale e quali le aziende che maggiormente li determineranno e ne beneficeranno?” Una domanda in cui strategie e ottica di lungo periodo viaggiano uniti.

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