Quanta strada ha fatto la Cina nell’ESG


Contributo a cura di Edmund Goh, investment manager Asian fixed income di Aberdeen Standard Investments. Contenuto sponsorizzato.Advertisement

Per anni, gli investitori globali che desideravano accedere alla crescita economica cinese hanno dovuto acquistare titoli quotati a Hong Kong, dal momento che il mercato delle A-share cinesi era accessibile unicamente agli investitori domestici. La Cina ha poi gradualmente aperto le sue borse valori agli investitori esteri. Oggi le A-share sono sempre più presenti nei benchmark e questi allentamenti della regolamentazione hanno agevolato il nostro percorso di osservatori e investitori.

Una delle carenze della Cina è stata per anni la mancanza di un quadro normativo formale in grado di guidare istituzioni e investitori attraverso i risvolti pratici delle tematiche ESG. Ancora oggi, alcune aziende cinesi considerano la reportistica ESG come un mero esercizio formale, ma il contesto è in forte evoluzione e nel mercato delle A-share cinesi riscontriamo una crescente consapevolezza dei fattori ESG.

E di Environmental

Le società cinesi, soprattutto quelle di grandi dimensioni, sono consapevoli della loro impronta di carbonio. Il degrado ambientale rappresenta un limite per la crescita economica della Cina nonché una minaccia per la salute nazionale e la coesione sociale. Ridurre la dipendenza dal carbone per la produzione di energia è diventata una priorità del governo cinese e questo spiega perché l’attività informativa delle società relativa all'impegno ambientale è piuttosto solida in questo mercato.

A livello strategico, il governo sta promuovendo attivamente un maggiore impiego delle energie rinnovabili. La Cina è di gran lunga il principale investitore mondiale in energie rinnovabili e nell’elettrificazione dei trasporti su strada.

Grafico 1: Capacità d’investimento nelle energie rinnovabili, 2010-2019 (mld$)

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Fonte: UNEP, Frankfurt School-UNEP Centre, BloombergNEF.

S di Social

Per contro, le linee guida relative alle tematiche sociali, ovvero il modo in cui le aziende interagiscono con i dipendenti, i fornitori e la società in generale, sono meno sviluppate in Cina. Questo può costituire un rischio per le aziende, ma siamo vigili nell’individuare sia le sfide che le opportunità.

Con l’apertura del mercato, le normative cinesi dovranno soddisfare le esigenze di un pubblico di investitori sempre più vasto e fornire linee guida più solide sulle prassi aziendali. Ci confrontiamo con le società su queste tematiche, in vista di potenziali cambiamenti futuri.

G di Governance

In questo ambito, stiamo riscontrando segnali di cambiamento, il che è incoraggiante. La China Securities Regulatory Commission ha irrigidito le normative sui dividendi, sulle informative e sulle misure di tutela per gli azionisti di minoranza e ha introdotto ruoli più formalizzati all’interno dei consigli di amministrazione.

Abbiamo notato importanti passi avanti a livello di corporate governance, ad esempio un miglioramento nella composizione dei consigli di amministrazione e del management, l’introduzione di politiche formali sulla distribuzione dei dividendi, prima assenti, una maggiore trasparenza a livello di reportistica e una diversificazione delle partecipazioni azionarie. Sempre più società hanno introdotto regimi di partecipazione azionaria per i dipendenti, che allineano meglio gli interessi del management e degli azionisti di minoranza.

Oggi, centinaia di aziende cinesi pubblicano un proprio Corporate Sustainability Report (CSR) in cui illustrano i propri impegni in materia di sostenibilità, gli obiettivi a livello di riduzione dell’impronta di carbonio e il quadro di riferimento in atto per ridurre i rischi ESGw.

Engagement attivo

Le aziende cinesi sono oggi più disposte a confrontarsi con noi e a dare ascolto ai nostri interessi di azionisti di minoranza. Il fatto che le società della Cina continentale siano oggi più disposte ad ascoltarci testimonia i passi avanti fatti da questo mercato da quando abbiamo effettuato i nostri primi investimenti, quasi dieci anni fa. Riceviamo sempre più conferme del fatto che la nostra presenza in Cina è ormai consolidata, e questo ci aiuta a migliorare il dialogo che stiamo instaurando con le aziende in cui investiamo.

Numerose società cinesi stanno iniziando ad apprezzare la potenziale rilevanza di questo approccio attivo e l’accesso alle aziende è migliorato al punto che alcune si rivolgono a noi per avere un consiglio. Abbiamo assistito a una grande evoluzione nel mercato delle A-share, dai nostri primi investimenti a oggi: la Cina ha fatto molta strada e c’è ancora spazio per molti sviluppi positivi.

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