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Quando il tech incontra l’asset management


L’evoluzione tecnologia ormai svolge un ruolo fondamentale in tutti i settori.

Anche nell’asset management determina un vantaggio competitivo, permettendo lo sviluppo di economie di scala grazie alla riduzione dei costi. “Nell’ultimo anno abbiamo implementato diverse tecnologie offshore e onshore per coprire tutta la catena del valore”, spiega Marco Mosca, head of Business Development di SGSS Italia. “Bisogna mantenere un approccio di ottimizzazione dei costi e un orientamento al cliente finale”.

Negli ultimi anni in Italia ci sono stati enormi passi avanti in tema di Blockchain e Artificial Intelligence. Sono stati sviluppati diversi progetti, tra cui il progetto di spunta sui conti reciproci promosso dall’Associazione Bancaria Italiana. “In Italia stiamo disegnando l’infrastruttura per lo sviluppo di progetti futuri”, spiega Demetrio Migliorati, head of Blockchain, Innovation, Sustainability & Value Strategy di Banca Mediolanum. “Si parla quindi di sposare cooperazione e competizione del settore bancario”.

La tecnologia deve dare un vantaggio al cliente finale: Euclidea SIM è un esempio della tecnologia applicata al settore del risparmio gestito: “Il nostro business model non si basa sulle rebates”, spiega Stefano Rossi, amministratore delegato di Euclidea SIM. “Questo ci permette di offrire il miglior prodotto qualità prezzo, che sia un fondo attivo o un ETF disponibile sulla nostra piattaforma online”.

Anche Amundi ha sviluppato una piattaforma a disposizione al servizio di banche e SGR. “Il nostro ha un approccio leggermente diverso perché basato sul b to b”, spiega Julien Bernard, head of Operations, Services & Technology di Amundi. La società ha sviluppato dei tool digitali anche per i clienti finali. “Ci siamo resi conto che le esigenze della nostra clientela sono cambiate rispetto a cinque anni fa. Prima si ricercavano solo soluzioni d’investimento, mentre oggi si vuole giocare con i servizi digitali e proposti e la tecnologia. Io penso che sia importantissimo il dialogo con il cliente finale perché ci permette di capire quali servizi sviluppare”. 

I limiti della tecnologia digitale

Rimangono dei limiti tecnici: “Capita che la tecnologia non funzioni come dovrebbe. In gergo si parla di rifiuto”, spiega Migliorati. “Il limite sta nell’evoluzione tecnologica. Per evitare di offrire un servizio di qualità più bassa, spesso dobbiamo fare un passo indietro e aspettare che i tempi siano maturi”. 

Inoltre Julien Bernard fa notare che non si può prescindere dal tema costi. “Bisogna vedere se il progetto di sviluppo è sostenibile. Capita spesso che la tecnologia viene vista come un gadget non come una cosa utile”. Bisogna dire però che i clienti futuri, i cosiddetti Millenials sono nati con la tecnologia: “Se vogliamo rispondere alle esigenze dei clienti del domani dobbiamo anticipare i trend futuri", conclude Rossi.

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