Quali caratteristiche deve avere un tema per essere investibile


L’investimento tematico rappresenta uno degli argomenti maggiormente dibattuti nell’industria dell’asset management negli utlimi anni. L’approccio al 2019 di Janus Henderson Investors tiene in notevole considerazione questo segmento alla luce di incertezze che interessano i mercati. “È probabile che”, afferma Federico Pons, country head Italy della casa di gestione, “nel prossimo futuro, assisteremo ancora ad una elevata volatilità dei mercati in risposta ai dubbi sull’andamento della crescita globale.” “Alla luce di questo contesto”, prosegue, “suggeriamo ai consulenti finanziari e ai clienti un atteggiamento mediamente prudente. Investire in società il cui business e sviluppo futuri dipendano da trend secolari, slegati dall’andamento economico o dai rischi geopolitici, tra cui elezioni europee, Brexit e scontro sui dazi commerciali”.

Molte sono le tematiche di lungo periodo, ma non tutte hanno le carte in regola per trasformarsi in opportunità di investimento. “Affinché un trend possa rientrare nei nostri portafogli”, spiega Pons, “è necessario che presenti le seguenti caratteristiche: la prevedibilità di lungo termine, associata a un buon livello di confidenza, come acade ad esempio per l’invecchiamento della popolazione, la stabilità, caratteristica associata all’aumento dei pagamenti elettronici o tramite carte di credito, e la fase di crescita che sta attraversando, con una valutazione dunque delle attese di accrescimento in termini di quote di mercato, elemento che riscontriamo sugli acquisti on-line”. “Oggi”, aggiunge, “solo il 10% delle vendite retail negli USA avviene sul web. Un trend con un enorme potenziale di sviluppo in futuro”.

Il segmento di mercato continua ad attrarre investitori e rappresenta dunque un fattore di business potenziale significativo, non trascurabile dagli asset manager. “L’obiettivo principale di quest’anno”, afferma il country head di Janus Henderson Investors sulle linee di sviluppo relative al mercato italiano, “è la crescita attraverso partnership nel segmento retail dove a breve presenteremo alcune novità ancora in stato embrionale. Come asset manager abbiamo poi deciso di costituire un’offerta formativa specifica per i consulenti che quest’anno si troveranno alle prese per la prima volta con la pubblicazione dei rendiconti secondo le regole della MiFID II”. “Per questo”, conclude, “stiamo organizzando incontri mirati con i consulenti, per aiutarli a comprendere appieno i prodotti acquistati, così da essere in grado di rispondere al meglio alle nuove esigenze informative del cliente”.

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