Quali aspettative economiche per l'Eurozona


Contributo a cura di Marco Vailati, responsabile Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda.

Siamo in una delle recessioni più rapide e profonde dell’ultimo secolo. La crescita economica, che stava già rallentando, si è bruscamente tramutata in contrazione a causa delle misure adottate per contrastare la diffusione del Covid-19. Lockdown e distanziamento sociale hanno generato un contemporaneo shock da offerta e da domanda. L’avvio di tali misure a marzo è bastato a determinare -3,8% dei PIL di Eurozona nel primo trimestre. Le statistiche correnti sono coerenti con una contrazione trimestrale di -10% in Eurozona.

I dati tra passato e futuro

Di fronte a questa distruzione di valore i mercati azionari hanno inizialmente corretto consistentemente, ma proprio ora che stanno uscendo i dati macroeconomici peggiori, hanno in corso cospicui seppur ancora parziali recuperi. Questa divergenza tra l’economia reale e i mercati finanziari dipende dal diverso focus temporale e dalle aspettative degli operatori. I dati macroeconomici sono statistiche sugli accadimenti del passato. Sono come una foto. Possono aiutarci a ricordare ciò che è stato, a interpretarlo meglio con le sue implicazioni prospettiche o anche solo vederlo bene, qualora nel durante non fosse stato chiaro. Ma in ogni caso si riferiscono al passato. Invece i mercati finanziari si focalizzano sul futuro. I prezzi di borsa rappresentano il valore attuale dei flussi di cassa che verranno generati. Sono come un video puntato su un percorso da fare. Il focus di tale video può essere più o meno lontano a seconda dell’orizzonte temporale prefissato per l’investimento, ma in ogni caso punta verso il futuro di cui ci si fa una rappresentazione sulla base delle aspettative. Ad oggi sul mercato prevalgono aspettative di un rapido recupero dalla pesante recessione.

ZEW

Fonte: Zentrum für Europäische Wirtschaftsforschung

Quale letterà rappresenterà il futuro economico?

Questa idea si basa su due presupposti. Per la domanda si confida sulla presenza di sussidi e sulla riuscita nella lotta alla diffusione del virus con prevenzione e cura, per la conseguente possibile riapertura delle economie. E ci si auspica anche che malattie, lutti e distanziamento sociale non abbiano strascichi comportamentali tali da inficiare il consumo. Per l’offerta si osserva che la capacità produttiva, grazie ai supporti monetari e fiscali, non è stata distrutta come nelle recessioni in tempo di guerra e quindi dovrebbe tornare rapidamente a regime, salvo anche in questo caso eventuali strascichi comportamentali che possano rallentare la produttività. Tutto ciò si traduce nella previsione di un andamento economico a “V”, con un veloce recupero già dal terzo trimestre. Tuttavia la lentezza e le difficoltà con cui sta procedendo la fase di ripresa stanno mettendo in discussione questa aspettativa ancora prevalente. Anche la BCE ha detto che il PIL non tornerà, nella migliore delle ipotesi, ai livelli del 2019 prima della fine del 2021. La maggior lentezza prevista per il recupero porta alcuni a pronosticare una ripresa a “U” o addirittura a “J sdraiata”. I più negativi, prevedendo una reminiscenza del virus e nuovi blocchi di attività, pronosticano un andamento del ciclo a “W”, con una falsa ripartenza seguita da una nuova contrazione. L'indice delle aspettative economiche degli operatori finanziari è un sondaggio di opinioni sulle attese a 6 mesi il cui recente recupero riflette proprio l’aspettativa di una pronta uscita dalla fase recessiva attuale, in parte condizionato anche dall’andamento positivo dei mercati finanziari, a loro volta circolarmente influenzati da tali sondaggi: chi guarda al futuro sembra vedere rosa, alimentando reciprocamente crescente ottimismo e fiducia.

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