Qualche aggiornamento sul Tikehau Subfin Fund


“Il mese di marzo è stato turbolento per tutte le asset class. A titolo d’esempio, l’Indice S&P 500 ha perso il 2,5% e l’Indice CoCo Barclays ha segnato un calo pari a -1,5%. Il Tikehau Subfin Fund ha registrato una performance negativa di -0,6%, mentre il risultato da inizio anno resta in territorio positivo, a +0,8%”. È quanto afferma Jean-Marc Delfieux, responsabile Fixed Income di Tikehau Capital e gestore del suddetto fondo che vanta il rating Consistente Funds People.

Protezionismo e instabilità politica

Le cause di questa leggera correzione, secondo il fund manager, sono da ricercare oltre Atlantico. “Donald Trump ha aperto le ostilità annunciando l’imposizione di barriere tariffarie sull’acciaio e l’alluminio, un modo per mettere pressione ai partner commerciali prima di rinegoziare, a condizioni più favorevoli i trattati bilaterali. Malgrado il successivo annuncio di numerose esenzioni a favore degli alleati, il mercato teme una potenziale escalation delle tensioni con la Cina. Nonostante quest’ultima abbia, per il momento, risposto in modo equilibrato, prevalgono le incertezze in merito all’esito di questa guerra commerciale”, afferma Delfieux. 

L’esperto fa inoltre notare il valzer dei consiglieri alla Casa Bianca, con le partenze “più o meno forzate” di Gary CohnRex Tillerson e la nomina di John Bolton, sostenitore negli ultimi anni di un intervento armato in Iran e in Corea del Nord, a Consigliere per la Sicurezza Nazionale. “Per il resto, non possiamo non notare la debolezza dei titoli tecnologici nel corso del mese: Facebook è stata investita dallo scandalo sulla protezione dei dati personali, Amazon è minacciata da un incremento delle tasse su entrambe le sponde dell’Atlantico e le azioni Tesla hanno perso più del 20%”, segnala.

Tornano le grandi manovre a livello macroeconomico, con l’annuncio da parte di AXA di un’offerta di acquisizione del gruppo americano XL, per un importo stimato di 15 miliardi di dollari. “Sebbene la motivazione strategica (diversificazione nel ramo danni) sia comprensibile, il mercato si preoccupa del premio pagato e delle recenti dichiarazioni contraddittorie da parte del CEO dell’azienda, che ha parlato finora solo di acquisizioni potenziali per 1-3 miliardi di euro, determinando così il calo delle azioni di AXA (-13% nel mese). Prudential ha invece preso la strada opposta, annunciando una massiccia riorganizzazione delle proprie attività, in modo particolare la separazione delle attività britanniche. Barclays, dal canto suo, ha raggiunto un accord con il DoJ per un’ammenda finale da 2 miliardi di dollari (vertenza legata alla vendita fraudolenta di RMBS), una notizia positiva in termini di visibilità del capitale, che potrebbe portare il gruppo inglese a incrementare la propria politica di distribuzione l’anno prossimo”, spiega il gestore.

Linea dura della BCE sui crediti in sofferenza

La BCE ha pubblicato le nuove regole relative ai crediti deteriorati, che dispongono un accantonamento del 100% dopo due anni dalla riclassificazione a NPL per le esposizioni non garantite e dopo otto anni per i prestiti garantiti. Una misura, secondo il fund manager, che avrà effetto soprattutto sulle banche italiane e greche, che continuano ad essere caratterizzate da un’elevata formazione di nuovi NPL. “Tuttavia sussistono delle incertezze in merito allo stock di NPL ed è possibile che giungeranno nuove comunicazioni da parte della BCE nelle settimane o nei mesi a venire. Ricordiamo che questo è uno dei principali scogli da superare per l’implementazione dello schema paneuropeo di protezione dei depositi bancari, ultimo pilastro dell’unione bancaria”.

La strategia 

Numerose emissioni hanno caratterizzato il mese di marzo, in modo particolare dall’asset manager segnalano il ritorno di HSBC (4 miliardi di dollari emessi in due tranche), Santander (cedola del 4,75%) e CaixaBank (cedola del 5,25%), nonché l’emissione inaugurale di Ibercaja (350 milioni di euro al 7,0%). 

SCOR ha lanciato la prima emissione di titoli RT1 (625 milioni di dollari a 5,25%), mentre INGBelfiusDnB e AXA (anche per finanziare l’acquisto di XL) hanno emesso titoli Tier2. La relativa debolezza del mercato obbliga in ogni caso gli emittenti a proporre premi non trascurabili ed esclude i gruppi ritenuti più a rischio, come la banca italiana Carige, che ha dovuto rimandare la prevista emissione di T2. Continuiamo a gestire un portafoglio equilibrato. La porzione di titoli AT1 è stata leggermente ridotta a favore di alcuni titoli a breve scadenza, che ci offrono la flessibilità di reimpiegare rapidamente il capitale in caso di correzione del mercato. Sempre nella porzione AT1, prediligiamo le cedole elevate e lecall a medio termine che a nostro avviso rappresentano attualmente la migliore combinazione di rischio/rendimento sul mercato del credito”, conclude Delfieux.

Il portafoglio del Tikehau Subfin Fund è ripartito a livello di tipologia di emittente per il 73% in bancari subordinati, per il 9% in finanziari, 8% in liquidità, 7% in assicurativi subordinati e 3% in bancari senior. Come spiega il fund manager, l’obiettivo della strategia è pertanto quello di realizzare una performance annualizzata superiore a quella del benchmark BoAML Euro 3-5, dedotte le commissioni di performance, con un orizzonte di investimento superiore a 3 anni. 

I Paesi più investiti dal team di gestione sono rispettivamente Regno Unito, con il 16%, Spagna (15%), Olanda (12%), Germania e Francia (8%). Il rating che vede maggiori titoli in portafoglio è BB, con il 44%, seguito da BBB (33%) e B (10%). La scadenza media obbligazionaria oscilla infine dai 3 ai 5 anni. 

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Fonte: Tikehau Capital.

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