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Qual è la sensibilità del volume scambiato in un ETF in periodi di tensione dei mercati


L'investimento passivo è di moda e gli ETF sono lo strumento più popolare all'interno di questo tipo di strategia. Basta dare un'occhiata alle statistiche di mercato. Attualmente, l'offerta globale di fondi negoziati in Borsa che replicano gli indici azionari sfiora i 4.700 prodotti, per un totale di circa 3,4 trilioni di dollari gestiti, e il trend è in continuo aumento. Questi prodotti offrono una serie di caratteristiche molto interessanti per gli investitori: costi ridotti, trasparenza dei prezzi, capacità di posizionarsi in una gran  varietà di strategie e situazioni di mercato, nonché la costante negoziabilità dello strumento. Tuttavia, è proprio quest'ultima caratteristica, la negoziabilità, che seduce gli investitori e li porta ad avere un atteggiamento più attivo del previsto per un investimento considerato passivo. 

Abbiamo selezionato tre indici - DAX, S&P 500 e FTSE 100 - con i loro tre rispettivi ETF con maggiore  volume. Per ciascuno di questi fondi quotati, abbiamo analizzato le turbolenze attorno a tre eventi specifici che hanno portato a una maggiore attività nel mercato: il crollo della Borsa del 24 agosto 2015; il giorno successivo alla decisione del Regno Unito di lasciare l'Ue il 24 giugno 2016 e, infine, il giorno dopo l'elezione di Donald Trump come nuovo presidente degli Stati Uniti, il 9 novembre 2016.

Per poter identificare le alterazioni nel volume delle transazioni durante i suddetti eventi rispetto ai giorni normali, definiamo un periodo di 31 giorni lavorativi attorno a ciascun evento. Questo termine copre il giorno dell'evento e i 15 giorni lavorativi precedenti e successivi. Infine, per ciascun giorno nel periodo così definito misuriamo la deviazione dell'attività del mercato come il volume di partecipazioni ETF scambiato rispetto al volume medio scambiato nel periodo. Ripetiamo lo stesso calcolo per gli indici di Borsa sottostanti. Un risultato positivo indica un aumento relativo del volume negoziato e viceversa per un risultato negativo.

Gli ETF si negoziano di più

La tabella della pagina accanto indica il turnover ratio, ovvero il numero di partecipazioni ETF scambiate rispetto al totale di partecipazioni ETF in circolazione, in media tra il 1° gennaio 2014 e il 31 marzo 2017. La maggior parte dei fondi ha un tasso di rotazione di circa l'1%, mentre  lo SPY US, il più grande ETF statunitense, ha raggiunto il 12,41%. Ciò suggerirebbe che ogni giorno un ottavo del volume totale dell'ETF, che ammonta a 200 miliardi di dollari, sia passato da un investitore all’altro. Confrontando questi dati con l'attività degli indici sottostanti, si osserva che il ratio dell'ETF è significativamente più alto di quello degli indici che replicano, che si muove in un intervallo tra lo 0,29% (FTSE 100) e lo 0,88% ( S&P 500). Questo significa che le posizioni dell'ETF sono state negoziate molto più attivamente delle azioni dei loro indici sottostanti. 

Intorno agli eventi analizzati si osserva anche un volume di attività superiore rispetto sia alla sua media storica sia all'attività dell'indice sottostante (tabella e grafici). Nel caso degli ETF che replicano il DAX, il volume negoziato è aumentato, a seconda dell'evento, tra il 262% e il 364% rispetto alla media. Comparativamente, gli stessi dati riguardanti l'indice DAX hanno avuto un aumento più lieve tra il 101% e il 194%.

Con le turbolenze del mercato del 24 agosto 2015 e della Brexit, il DAX ha vissuto una giornata molto attiva, registrando un aumento di circa il 200% del volume negoziato rispetto alla media del periodo analizzato. Quasi tre volte in più del volume medio giornaliero. Nel caso delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, l'aumento del volume negoziato del DAX è aumentato del 101% rispetto alla media giornaliera.

Gli ETF sull'indice FTSE 100 hanno sofferto circostanze simili. Come, ad esempio, il giorno dopo la Brexit, quando si registrò un volume negoziato superiore del 486% rispetto alla media giornaliera dell'ETF e del 240% rispetto alla media giornaliera dell'indice. Al contrario, negli Stati Uniti questi ratio sono significativamente più bassi sia negli ETF sia negli indici. Bisogna anche considerare che il volume assoluto del mercato azionario americano è maggiore di quello in Europa. Nonostante ciò, lo studio mostra un sostanziale aumento degli scambi di ETF tra il 177% e il 198% e dell'indice tra il 55% e il 118%. Tenendo conto di questi risultati, l'analisi dimostra la sensibilità del volume scambiato in un ETF in momenti più mediatici e la sua distorsione rispetto al volume negoziato nell'indice che replica. Le strategie di investimento passive si basano sull'idea che l'investitore non sia in grado di identificare e negoziare con successo opportunità di arbitraggio in singoli titoli e, pertanto, dovrebbe acquistare e mantenere un indice per ottenere un profitto. Tuttavia, molti investitori pervertono l'idea di base dell'investimento passivo come investimento a lungo termine gonfiando, quasi inconsapevolmente, il volume scambiato in ETF. Questa iperattività è motivata dalla facilità con cui le transazioni possono essere fatte attraverso internet.

Attività e risultati 

In conclusione, un'elevata liquidità dovrebbe contribuire ad aumentare l'efficienza del mercato incorporando rapidamente le informazioni nella valutazione degli asset. Tuttavia, a questo punto dell'analisi troviamo difficile distinguere univocamente se nel caso degli ETF si tratta di un sintomo di attività 'intelligente' che sa sfruttare le informazioni disponibili sul mercato o se si tratta di solo rumore. Le prime evidenze empiriche in questo campo (si veda un recente lavoro di Bhattacharya e co-autori)  indicano che l'investitore medio di ETF non ha particolarmente successo nelle sue transazioni. Per questo motivo, un aumento dell'attività non sempre favorisce un buon risultato per l'investimento. In questo caso, sembra molto valido il consiglio di Warren Buffett che in Borsa l'attività e il successo non sono correlati.

 

Aumento della negoziazione durante gli eventi

Data

Germania

 

USA

 

Regno unito*

 

24.08.2015

DAX-stocks

188 %

S&P 500-stocks

106 %

FTSE 100-stocks

111 %

24.08.2015

DAX-ETF-shares

293 %

S&P 500-ETF-shares

198 % 

FTSE 100-ETF-shares

293 %

24.06.2016

DAX-stocks

194 %

S&P 500-stocks

118 %

FTSE 100-stocks

240 %

24.06.2016

DAX-ETF-shares

364 %

S&P 500-ETF-shares

195 %

FTSE 100-ETF-shares

486 %

09.11.2016

DAX-stocks

101 %

S&P 500-stocks

55 %

FTSE 100-stocks

95 %

09.11.2016

DAX-ETF-shares

262 %

S&P 500-ETF-shares

177 %

FTSE 100-ETF-shares

240 %

 

Incremento percentuale del volume negoziato nei giorni rilevanti confrontato con il volume negoziato medio del periodo di riferimento. *Per gli ETF sul FTSE 100 si osserva un incremento di attività il 9 e 10 novembre 2016.

 

Fonte: elaborazione di Flossbach von Storch Research Institute, Bloomberg.

 

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