Prudenza sui BTP fino al 2 luglio (almeno)


Contributo a cura di Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte SIM.

“Possono essere trovate delle soluzioni nel dialogo tra la Commissione europea e Roma, ma l'Italia deve dimostrare che rispetterà le regole in futuro”. Queste le dichiarazioni attribuite a fonti interne all’Unione Europea secondo indiscrezioni di stampa. L’approvazione del bilancio di assestamento è stata spostata al prossimo lunedì ma nel frattempo, secondo quanto riportato da Reuters, il ministro dell’Economia Giovanni Tria presenterà informalmente il bilancio di assestamento nel corso del G20, che contempla dati che dimostrerebbero la possibilità di portare il deficit/PIL 2019 vicino al 2%, a fronte di impegni più qualitativi per il 2020, senza indicazioni quantitative in termini di deficit obiettivo. Infine, la stessa Reuters ha riportato l‘indiscrezione secondo cui le Banche centrali dell’Eurosistema starebbero studiando le modalità giuridiche per ottenere la rimozione del cosiddetto issuer limit. Ricordo come attualmente sono strutturati i limiti per il piano di acquisto di asset pubblici (PSPP): Issuer Limit: ossia il limite di titoli acquistabili per singolo emittente, pari al 33% del totale (espresso in valore nominale) riferito ai titoli dell’mittente con scadenza compresa nel range 1-30 anni. Issue Limit: ossia il limite per singola emissione attualmente fissato al 25% del totale outstanding.

 La BCE starebbe studiando la possibilità di rimuovere l’issuer limit che, in origine, era stato fissato per evitare che una quota superiore al 33% in mano alla BCE potesse di fatto bloccare l’applicazione delle cosiddette clausole di azione collettiva (CACS), ossia le clausole che rendono più agevole la ristrutturazione/ridenominazione dei bond attraverso maggioranze qualificate, senza richiedere la sostanziale unanimità dei detentori. In estrema sintesi, la notizia che la BCE starebbe valutando questa possibilità in vista di un possibile QE, aumenta la percezione di un possibile QE a breve con possibilità di estendere gli acquisti, con potenziale beneficio anche per i BTP.

Spread/Italia

Confermiamo al momento l’atteggiamento di prudenza sui BTP fino al 2 luglio, giorno della raccomandazione della Commissione europea sulla procedura di infrazione sul debito. A quel punto le strade possibili sono: No alla procedura: in questo caso riprenderebbe il rally sul BTP con tassi rapidamente al di sotto del 2% fino ad area 1,70%. Si alla procedura con 6 mesi di tempo concessi per il riallineamento dei conti: in questo caso il percorso potrebbe essere di temporaneo rialzo dei tassi fino ad area 2,50/2,70% con eventuale overshooting in base alle ripercussioni politiche interne.

L’impostazione di fondo è favorevole alla prosecuzione del trend ribassista dei tassi BTP anche nel caso della procedura con sei mesi di tempo, in vista semmai di ripercussioni politiche che potrebbero alla fine rassicurare gli operatori prima della decisione di Fitch il 9 agosto. In estrema sintesi il giudizio è a favore del trend primario ribassista dei BTP, con però l’accortezza di provare a minimizzare i rischi derivanti da una temporanea fase di rialzo che potrebbe collocarsi approssimativamente nel periodo 2-20 luglio in caso di sì alla procedura con 6 mesi di tempo. In altri termini occorre avere chiarezza sul tema procedura sul debito.

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