Ripartenza, le proposte di AIFI


"Il contesto italiano in cui operano i fondi di private capital è fortemente perturbato dalla profonda recessione che sta caratterizzando l’economia a seguito della chiusura di tutte le attività conseguente alla necessità di contenere e bloccare il contagio da Covid-19. Il Consiglio ha espresso la forte preoccupazione per la tenuta delle imprese  e delle famiglie italiane a fronte di una caduta del reddito che presumibilmente sarà prossima al 10% nel 2020, che non potrà essere recuperata in tempi brevi", spiega Innocenzo Cipoletta, presidente di AIFI.

Il Consiglio Direttivo ha apprezzato il senso delle misure prese dal Governo per attenuare i disagi delle famiglie e delle imprese, ma ha auspicato una maggiore rapidità di attuazione e, soprattutto, una maggiore attenzione ai fattori che potranno consentire al sistema delle imprese una riattivazione delle capacità di crescita per recuperare almeno parzialmente quanto perduto.

"In questo contesto, è da ricordare che i fondi di private equity e venture capital sono strumenti essenziali per favorire la capitalizzazione delle piccole e medie imprese che, proprio in questa congiuntura, avranno necessità di patrimonializzazione a fronte dell’indebitamento che dovranno assumere per fronteggiare un periodo di calo del fatturato come quello imposto dalla forzata quarantena", spiega." La ricapitalizzazione delle imprese è il requisito essenziale perché il sistema economico possa riprendere a lavorare dopo questa crisi. I fondi di private debt saranno altresì fondamentali per garantire finanza di medio periodo ritagliata su misura sulle esigenze delle imprese. Sarà infine necessario potenziare l’attività dei fondi di turnaround e di quelli per le infrastrutture, per garantire la ripartenza della nostra economia".

Proprio in relazione a questo importante ruolo del private capital, il Consiglio Direttivo chiede che il Governo attui tutte quelle misure che facilitino e sostengano i processi di aumento del capitale nelle imprese. "In particolare, la promozione dell’investimento di fondi pensione e casse di previdenza, attraverso un credito d’imposta per la sottoscrizione di fondi alternativi; l’abbassamento della soglia di investimento per gli investitori privati in FIA dai 500.000 euro a 100.000; incentivi fiscali del tipo PIR per gli Eltif; la promozione di fondi di fondi per il turnaround; sostegno per il venture capital e per le start-up".

Più in generale, il Consiglio Direttivo chiede che siano praticate tutte quelle misure anche amministrative che facilitino gli aumenti di capitale e che parte dei crediti concessi alle PMI sia trasformato in sussidi a fondo perduto per ridurre l’indebitamento delle imprese. "I fondi di private capital si candidano, in questa fase economica particolarmente difficile, per sostenere il tessuto produttivo della Nazione e consentire così un ritorno, seppure in tempi non brevi, del processo di crescita dell’economia", conclude Cipoletta.

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