Private market, accedervi è ora più semplice grazie al nuovo progetto di Fideuram


Un nuovo progetto per Fideuram Investimenti SGR, con l’obiettivo di ampliare l’opportunità di investimento nei mercati privati all’interno dei portafogli della clientela. Tale progetto ha un nome e un congome, Fideuram Alternative Investments Mercati Privati Globali. Ma quali vantaggi porta? “In Europa, l’accesso ai private market è stato storicamente riservato agli investitori istituzionali, fondi pensione, ecc. Ossia, investitori con un orizzonte temporale in linea con l’asset class e con soglie di investimento importanti. Il private equity presenta infatti molteplici complessità per gli investitori, come il versamento del capitale a chiamata, le soglie minime di investimento elevate e tutta una serie di specificità normative e fiscali”, spiega a Funds People Davide Elli, CIO Multi Manager & Alternative Investments dell’SGR.

Come specifica il manager, la piattaforma Fideuram Alternative Investments (FAI) presenta tre caratteristiche chiave per la clientela che desidera avere accesso a questa tipologia di asset class:

  • Innanzitutto la chiamata unica, ovvero un versamento unico effettuato al giorno 1 da parte dell’investitore. “La gestione della liquidità viene effettuata in maniera efficiente e transitoria, in attesa che vengano identificate le società oggetto di investimento”.
  • Quindi il fatto che FAI sia una piattaforma di diritto italiano. “Ciò è molto importante dal punto di vista regolamentare e semplifica molteplici tematiche operative”.
  • Infine l’obiettivo è di creare partnership con i migliori player a livello mondiale. “Accedere quindi ad una piattaforma che, di volta in volta, sceglie i partner migliori”.

Altre differenze rispetto al mercato

A detta di Elli, il fondo si differenzia dal resto della gamma per essere un prodotto chiuso ma non riservato. È disponibile anche ad una clientela non professionale, con soglia minima di investimento pari a 100.000 euro. “Una novità assoluta che vede per la prima volta la possibilità di accedere ad asset class private con una soglia accessibile anche per la clientela upper affluent. Il prodotto è quindi un multi-asset class che investe in modo flessibile in quattro asset class dei private market, consentendo una diversificazione efficiente del portafoglio: nel private equity, che rappresenta sempre la parte core dell’investimento, nel private debt, nelle infrastrutture e infine nel real estate. Una strategia che permette di scegliere le migliori opportunità di investimento in base al contesto e al ciclo di mercato”, afferma l’esperto.

Secondo Elli, un esempio pratico è quello in cui qualora un investitore volesse investire nelle suddette asset class sarebbe costretto a trovare quattro fondi diversi in raccolta nello stesso periodo temporale e che gli consentano l’accesso, (entrambe le cose non affatto semplici, essendo per esempio molti fondi dei migliori gestori ‘oversubscribed’) e dovrebbe investire un importo minimo normalmente compreso tra 1 e 5 milioni di euro per ogni fondo. “Per raggiungere quindi la medesima asset allocation del FAI Mercati Privati Globali, si dovrebbero (a titolo di esempio) investire dai 4 ai 20 milioni di euro, mentre la nostra soluzione offre la possibilità di farlo a partire da soli 100.000 euro.È quindi un prodotto end-to-end che può raggiungere tutte le fasce di clientela, dall’istituzionale all’upper affluent. Vi sono tre classi, con commissioni decrescenti in base al controvalore oggetto dell’investimento. Recentemente, per esempio, abbiamo incontrato alcuni investitori istituzionali e family office che guardano con interesse al prodotto proprio perché, anche grazie alla chiamata unica, permette di semplificare l’investimento in queste asset class”.

Il periodo di offerta del prodotto, avviato ad inizio ottobre, durerà fino al 14 dicembre 2018 e, successivamente, il periodo di investimento sarà pari a 4 anni, eventualmente prorogabile di un ulteriore anno.

Strategia di investimento

Come spiega il manager, il focus geografico è globale, ma il fondo investirà in larga maggioranza nei Paesi sviluppati. L’obiettivo è di investire circa il 90% tra Stati Uniti ed Europa, e opportunisticamente nel resto del mondo. Nella parte private equity, il focus sarà su aziende con EBITDA target maggiore-uguale ai 50 milioni di euro, ma anche in questo caso verranno valutate attentamente aziende ben posizionate sul mercato, con un livello di indebitamento ritenuto sostenibile.

“L’aspetto chiave di questa iniziativa è la scelta del partner, ovvero Partners Group, seconda società quotata per capitalizzazione nel mondo del private equity. Una delle poche che vanta una capacità per tutte le asset class, più di 67 miliardi di dollari di masse gestite, e che registra un track record molto interessante, superiore ai 20 anni, con performance che rientrano nel primo decile. Il team è tra i più grandi al mondo, con 19 sedi a livello internazionale in grado di combinare l’approccio gobale con la presenza locale”, afferma Elli.

Il FAI Mercati Privati Globali è il secondo prodotto in partnership con la società di gestione, “della quale apprezziamo il processo di investimento, la qualità globale del team e le performance. È una società che ha storicamente mostrato capacità di individuare settori sostenibili, meno esposti al ciclo economico. Uno dei settori in cui PG è stata molto attiva, ad esempio, è quello dell’education. Vi è un notevole interesse anche verso il settore delle infrastrutture ed il segmento delle rinnovabili. L’obiettivo rimane sempre quello di operare in modo opportunistico”.

Il primo prodotto con Partners Group è stato lanciato nel 2016 e, ad oggi, ha investito in 55 società. “Ha un taglio più focalizzato sul private debt, che rappresenta oggi la maggioranza del portafoglio, ed è un fondo chiuso riservato”.

Le fasce di allocazione del FAI Mercati Privati Globali tra le quattro asset class sono flessibili. “Ci sarà margine di spazio, ma tendenzialmente l’obiettivo sarà quello di investire nel private equity con una quota in portafoglio intorno al 50% che potrà variare in base alle condizioni di mercato. Non è un meccanismo di investimento macro ‘top-down’ bensì guidato dalle opportunità relative alle società sottostanti. Come target, il prodotto potrà investire anche fino al 40% in fondi sul mercato secondario. Un’altra importante caratteristica del prodotto è la possibilità di investire in infrastrutture per un range che va dallo 0 al 20% in base alle opportunità. È un settore molto interessante se pensiamo ai trasporti, alle metropolitane, agli aereoporti, ma anche all’emergente settore del servicing alle infrastrutture”. 

Valore aggiunto

“In generale, crediamo molto nei mercati privati come soluzione di investimento volta alla diversificazione del patrimonio dei nostri clienti. La prima ragione è la creazione di valore. Investire nei mercati privati significa selezionare attivi interessanti a prezzi validi, entrare nell’azienda, influenzarne il percorso di crescita, supportarne gli investimenti di lungo termine, puntare (per esempio) alla digitalizzazione ed all’aggregazione con altre società operanti lungo la catena del valore o in segmenti di mercato attigui, con l’obiettivo di creare un leader di mercato”, afferma Elli. Per far ciò, chiaramente, c’è bisogno di un orizzonte temporale a lungo termine, tant’è che il termine legale di scadenza del prodotto è pari a 10 anni, anche se punterà a distribuire ampiamente in anticipo quote rilevanti di proventi. “L’importante è, a nostro avviso, che l’orizzonte di investimento sia allineato con quello dell’investitore e il suo profilo di rischio”.

Monitoraggio continuo

Partners Group si occupa quindi degli investimenti, pur essendoci una partnership molto stretta con Fideuram Investimenti SGR che prevede un monitoraggio attivo durante tutta la durata del fondo. “Pensiamo davvero che per creare valore per i clienti in queste asset class sia necessario puntare sui migliori investitori al mondo”, conclude il manager. 

La gestione del prodotto fa capo al team Multi Manager & Alternative Investments di Fideuram Investimenti SGR, composto da nove professionisti, i quali hanno contatti costanti con le controparti monitorando l’investimento, l’evoluzione del fondo e delle società stesse. Il portafoglio sarà diversificato e costituito da oltre 50 società/asset.

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