Private debt, quali possibili sviluppi


Il mercato dei minibond è nato sul finire del 2012, in concomitanza con una normativa che rendeva deducibili per aziende non quotate (PMI) i costi associati ad emissioni obbligazionarie al pari di quanto già accadeva per le aziende quotate. Questo beneficio fiscale, che ha parificato le condizioni tra aziende quotate e non, ha dato vita al mercato del debito privato, dedicato ad investitori istituzionali per il tramite di intermediari specializzati.

A distanza di sei anni c’è stato un primo passo (di successo) verso questa nuova asset class e sono stati raggiunti obiettivi importanti. “Ormai non serve quasi più andare a spiegare all’imprenditore che cos’è”, spiega Giovanni Scrofani, responsabile minibond di Zenit SGR. “Bisogna cercare per il futuro nuovi strumenti che rispondano a tutte le problematiche quotidiane dell’azienda, ad esempio la gestione del circolante. Bisogna creare un mercato del private debt a 360 gradi per consentire all’azienda di avere un'alternativa concreta su tutti i servizi finanziari”. 

Anche secondo Francesco Franchini, responsabile private debt di Ver Capital SGR, “Adesso ci si concentra ancora sul debito a medio termine, ma dovrebbe diventare un’alternativa per tutta la capital structure delle aziende (dal circolante all’inventory loan, al medio termine classico o strutturato). Entrare nella finanza funzionale è la vera sfida futura”.

Uno dei temi principali è l’origination: “Originare investimenti sui mercati alternativi è una sfida quotidiana, trovare operazioni sul private capital richiede un'ampia conoscenza del territorio e degli imprenditori. Per costruire un portafoglio con 20-30 operazioni bisogna vederne almeno 10-20 volte di più, ed analizzare 200-300 aziende non è attività semplice”, spiega Daniele Colantonio, partner e responsabile dell’area marketing e sviluppo prodotti di Anthilia SGR. “Un fattore di successo per il mondo degli alternativi è costruire dei modelli di origination coerenti in grado di offrire pipeline di operazioni sufficientemente ampie, in modo da permettere la giusta selettività per il picking di portafoglio. Chi saprà far meglio in questo segmento, equilibrando costi del fondo ed investimenti in origination, tenderà a fornire portafogli di maggiore qualità”. 

Senza dubbio tra gli obiettivi raggiunti c’è anche la creazione di un mercato del debito in Italia. “Il mercato quotato del private debt in Italia è l’ExtraMOT Pro, che ha avuto un exploir tra il 2014 e il 2016”, spiega Vania Serena, senior fund manager di Finint Investments SGR. “Oltre all’ExtraMOT, anche il private placement negli ultimi anni ha preso sempre più piede e riteniamo che in futuro si seguirà questa tendenza: è un circolo virtuoso che auspichiamo cresca. Penso che ad oggi siano state messe le basi per la crescita futura".

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