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Private banking, crescono gli AuM grazie al gestito


“Il 2017 è stato un anno positivo e di crescita sia per il private banking che per l’associazione”. Sono queste le parole che Fabio Innocenzi, presidente di AIPB, ha utilizzato per riassumere lo stato di salute del settore private, a margine dell’assemblea annuale dell’associazione.

Con l’occasione, è stato portato all’approvazione degli associati il bilancio per il 2017 e il bilancio preventivo per il 2018 e ratificata la cooptazione di cinque nuovi membri nel CdA: Stefano Grassi (Banca Intermobiliare), Fabrizio Greco (BPER Banca), Federico Taddei (Ersel Sim), Angelo Viganò (Mediobanca Private Banking) e Federico Vitto (Banca Monte dei Paschi di Siena).

Andamento del settore

“Per la nostra industria i primi nove mesi hanno fatto registrare un complessivo +3.9% nelle masse in gestione, sfiorando la soglia degli 800 miliardi di euro, ossia più di un terzo del Pil italiano”, ha commentato Innocenzi. Sale, quindi, di un punto percentuale la quota di mercato delle strutture di private banking rispetto al totale delle attività finanziarie delle famiglie, attestandosi intorno al 23%.

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Alla crescita delle masse gestite dal private banking hanno contributo in modo equilibrato sia la raccolta netta (+1.9%) che la performance positiva dei mercati (+1.9%), superando ampiamente i risultati registrati a fine 2016.

Confrontando i risultati del settore private con quelli del sistema bancario, poi, si apprezza come nei primi nove mesi del 2017 la raccolta netta private abbia contribuito in misura più vivace alla crescita delle masse.

Alla crescita degli AuM del mercato del private banking nella prima parte del 2017 hanno contribuito positivamente tutti i prodotti, eccetto la raccolta diretta, ma il contributo più rilevante continua a essere quello dei prodotti di risparmio gestito e del comparto assicurativo.

Nei primi nove mesi del 2017, il comparto gestito ha fatto registrare un +6.9%, confermando il trend di ricomposizione dei portafogli della clientela dalla raccolta amministrata verso la raccolta gestita, che porta al settore più alta redditività.

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Gli asset totali gestiti delle strutture di private banking sono composti per il 43% da strumenti di risparmio gestito, in aumento di un punto percentuale rispetto al 2016 a svantaggio della raccolta diretta pari al 14% del totale. La raccolta amministrata è pari al 26% e quella assicurativa al 17%, stabili rispetto al 2016.

Il confronto con il mercato del risparmio italiano, con riferimento alle sole famiglie, evidenzia, come atteso, importanti differenze nella composizione degli AuM: la quota di raccolta diretta rimane molto consistente, mentre è contenuto il peso dei prodotti di raccolta amministrata.

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Crescono i soci e le iniziative

Nel corso dell’ultimo anno, AIPB ha visto espandere anche il proprio perimetro associativo grazie all’ingresso di nuove entità, tra cui Banca Patrimoni Sella, Cordusio SIM, Edmond de Rothschild, Allianz Bank FA eBanca Finnat Euramerica. A fine 2017 la compagine era composta da 134 soci, di cui 48 ordinari, 45 aderenti, 16 affiliati e 25 onorari.

Numerose, inoltre, sono state le iniziative portate avanti, tra cui l’introduzione di un Codice Deontologico che regola i comportamenti degli associati nei confronti di stakeholder interni ed esterni, la creazione di un tavolo di lavoro dedicato alla definizione ufficiale e condivisa del servizio di Private Banking e la prosecuzione delle attività di studi e ricerche per il settore, curata dall’Ufficio Studi dell’Associazione, come il monitoraggio periodico dell’evoluzione del mercato servito dal Private Banking e le indagini sulla clientela Private e sul private banker.

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