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Primo atto di Powell: tassi all'insù


In linea alle aspettative di mercato e analisti, la banca centrale americana ritocca all’insù il costo del denaro, innalzando di un quarto di punto il tasso di riferimento sui Fed Fund a 1,50/1,75%. Si tratta della prima stretta del 2018 dopo le tre analoghe mosse dell’anno scorso in marzo, giugno e dicembre. Nella sua prima riunione di politica monetraia il neo governatore Jerome Powell sembra intenzionato a rimanere sul sentiero tracciato dal suo predecessore Janet Yellen. “L’attività economica è cresciuta a ritmo moderato” si legge nel comunicato della banca centrale, mentre in precedenza il riferimento era a un ritmo “solido”.

Lasciando un quadro assolutamente inalterato rispetto a quello tracciato a metà dicembre, la banca centrale ipotizza altri due ritocchi al rialzo sui tassi di riferimento nel corso di quest’anno e tre il prossimo. Le prospettive macro sono comunque migliorate nel corso degli ultimi mesi, scrive il Federal Open Market Committee. La mediana delle attese Fed proietta il riferimento sui Fed Fund a 2,875% a fine 2019, rispetto a 2,688% delle proiezioni di metà dicembre. Powell ha poi fatto capire che la stretta proseguirà a ritmi graduali: "stiamo cercando di prendere una via di mezzo e questa consiste nell’alzare i tassi gradualmente fino a quando l’economia proseguirà sul suo percorso".

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