Prima, durante e dopo il Coronavirus: la grande instabilità


Contributo a cura di Richard Barwell, head of Macro Research and Investment Strategy, BNP Paribas AM. Contenuto sponsorizzato.

La Grande Instabilità: questo è il marchio che abbiamo scelto l'anno scorso per descrivere la natura fragile dell'economia globale e della società in senso più ampio, considerando il 2020. Si tratta di un marchio ispirato al contrasto con un periodo molto diverso, noto come la Grande Stabilità, un passato sbiadito ma non così distante, risalente agli anni che precedono la Grande Crisi Finanziaria, quando sembrava che l'economia avesse raggiunto il suo stato di "nirvana". Quando abbiamo definito "la Grande Instabilità", la pandemia non era proprio all'ordine del giorno; tuttavia, essa si inserisce perfettamente nel concetto generale. Dopo tutto, il mondo era già, e continuerà a rimanere, un luogo volatile.

La pandemia di COVID-19 pone, ovviamente, un chiaro e attuale pericolo per l'umanità, e la priorità immediata per le autorità è quella di proteggere la vita umana evitando un collasso economico. Gli investitori professionali, tuttavia, concentrano la propria attenzione sul monitoraggio dell'evoluzione del virus, sulla comprensione delle risposte in termini di politiche pubbliche e sull’analisi dell'impatto sui mercati, visto da una prospettiva sia di alta che di bassa frequenza, cioè, dove i mercati andranno nelle prossime 24 ore, ma anche nei prossimi 12-24 mesi, a seguito del riassestamento dei fondamentali.

Questo articolo, in particolare, si concentra sull'importanza di non perdere di vista il medio termine. La società alla fine vincerà la guerra contro il virus ma il sistema rimarrà fondamentalmente fragile. Comprendere le fonti della Grande Instabilità e ciò che questo significa per le società, le economie e i mercati resterà di fondamentale importanza per gli investitori.

A tale proposito, abbiamo imparato cinque cose:

I rischi si annidano nella “coda sinistra: 1la pandemia non è l'eccezione alla regola, ma l'ultima di una lunga serie di shock. Questi rischi di coda ad alto impatto minacciano la stabilità del sistema, ma si perdono troppo facilmente in una valutazione di ciò che è più probabile che accada. Il mondo è più volatile di quanto fingiamo.

L’ecosistema è fragile: oggi, una rete altamente interconnessa di aziende snelle ha esternalizzato molteplici aspetti del processo di produzione, minimizza le scorte in magazzino e dipende fortemente dalla tecnologia. La globalizzazione, il cambiamento tecnologico e la concorrenza hanno contribuito a promuovere un'economia globale efficiente ma vulnerabile a shock di grande entità.

Il ruolo dello Stato: lo Stato è l'unico attore in grado di mobilitare risorse per costruire capacità di ripresa contro i rischi di coda sinistra prima che questi si manifestino, e per gestire la crisi nel periodo successivo. La risposta forte alla pandemia lo dimostra: dove c'è la volontà, si trova un modo. Tuttavia, ciò richiede competenza tecnica, un sistema politico funzionante e la fiducia dell'elettorato.

La panacea monetaria non funziona più: sia gli investitori che i politici si erano assuefatti a banche centrali che avrebbero fatto "whatever it takes" per affrontare qualsiasi shock e proteggere l'economia e i mercati dai rischi di coda. Sfortunatamente, la capacità delle banche centrali di sostenere l'economia si è progressivamente ridotta, rendendo il sistema più vulnerabile. Qualunque fosse lo spazio rimasto alla politica monetaria prima della comparsa del virus, questo si è in gran parte esaurito nelle ultime settimane.

The day after tomorrow: lo scoppio dell'epidemia può cambiare la società in modo profondo e agire come una grande lezione, in particolare riguardo alla necessità di affrontare seriamente il rischio di coda di sinistra, sollecitare una risposta più incisiva alla crisi climatica, e ripensare il ruolo dello stato nella società. Le nuove abitudini apprese durante la separazione sociale potrebbero portare a modifiche permanenti nei comportamenti, compreso il modo in cui lavoriamo e consumiamo.

Riteniamo che ognuna di queste lezioni, pur nascendo da riflessioni speculative, sia importante per l’analisi decisionale di un investitore a lungo termine. In BNP Paribas Asset Management, siamo abituati a studiare prima di investire e a guardare le cose da diverse prospettive.

Per leggere il white paper di Richard Barwell che affronta queste cinque lezioni chiave in modo più dettagliato, e per informarti sulla Grande Instabilità e sul ruolo che il Covid-19 sta svolgendo in quest’ambito, clicca qui.

Le informazioni, le opinioni e i dati illustrati si basano su fonti ritenute affidabili e in buona fede e si riferiscono alla data indicata nel documento stesso, devono essere considerati come elementi di analisi finanziaria e per nessuna ragione devono essere intesi come raccomandazioni o sollecitazioni di investimento.

Parimenti, le informazioni, le opinioni e i dati illustrati non costituiscono in alcun modo l’offerta di un servizio di consulenza personalizzata, che prevedrebbe un’attenta analisi del profilo di rischio dell’investitore nonché della sua situazione patrimoniale e finanziaria.


1I “rischi di coda” (“tail risks”) sono rischi che hanno bassa probabilità di verificarsi, ma possono essere estremi nelle loro conseguenze. Occupano quindi la coda sinistra nella distribuzione dei rendimenti attesi.

 

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