Pre-accordo Brexit: prime reazioni degli asset manager


Dopo mesi di negoziazioni, sembra che il Regno Unito e l’Europa abbiano finalmente delineato le linee del loro divorzio. Secondo diversi comunicati rilasciati martedì sera, entrambi i fronti avrebbero raggiunto una bozza per i termini in cui il Regno Unito lascerà l'Unione Europea, compresi i meccanismi volti a garantire che la Brexit non porti alla nascita di una frontiera nell'Irlanda del Nord.

Come afferma Esty Dwek, senior market strategist di Natixis Investment Managers, nella bozza di accordo rimangono alcune questioni in sospese, come appunto il confine irlandese, che rendono difficile per Teresa May ottenere l’approvazione da parte del parlamento. “In secondo luogo, e in modo più critico, il giorno dopo che l'alto gabinetto di May ha votato a favore del progetto di accordo, due ministri chiave, tra cui il segretario di Brexit Dominic Raab, si sono dimessi, minando ulteriormente l'accordo e l'autorità del Primo Ministro”.

Per l’esperta, il maggiore rischio al momento sembra essere la politica interna del Regno Unito, in quanto un voto di sfiducia o un no da parte del parlamento potrebbe mettere a rischio le possibilità di May di raggiungere un accordo prima della scadenza di marzo 2019. “Come accade dal 2016, la sterlina sta sopportando il peso dell’incertezza e ha subito un brusco calo a seguito delle ultime notizie. Rimangono ancora numerosi ostacoli, con una maggiore incertezza in merito alla capacità di May di rimanere al potere e di far passare questo accordo, quindi è probabile che nelle settimane vedremo un’ulteriore volatilità sugli asset del Regno Unito. Crediamo che, alla fine, un accordo sarà raggiunto, in quanto una mancanza di accordo sulla Brexit viene percepito come un risultato peggiore, ma non prima di un ulteriore tira e molla nella politica inglese”, afferma Dwek.

Un probabile accordo sulla Brexit ha quindi implicazioni sia a breve che a lungo termine per i mercati. Così come Dwek, Mike Amey, head of Sterling Portfolios di PIMCO, prevede la presenza di volatilità con l’avanzare del processo di raggiungimento dell’accordo, insieme a un potenziale rialzo dei rendimenti dei titoli sovrani nel Regno Unito e al rafforzamento della sterlina. “Anche se siamo in presenza di un gioco di ‘politica del rischio calcolato’, l’aspettativa è che l’accordo di transizione venga firmato”. 

In questo scenario, l’esperto di PIMCO si aspetta che i rendimenti del Regno Unito aumentino e che i titoli di Stato mostrino performance inferiori rispetto alle obbligazioni globali, data la riduzione dell'incertezza a breve termine. “Con l'economia del Regno Unito a pieno regime e alcuni segnali di incremento dei salari, un accordo aumenta anche la probabilità che la BoE alzi i tassi di interesse rispetto a quelli attualmente scontati dai mercati (due aumenti nei prossimi due anni)”. Ciò, a sua volta, secondo Amey sosterrebbe la sterlina. “In ogni caso, non tutti i premi di rischio Brexit dovrebbero essere liquidati, ma ogni passo verso un futuro accordo commerciale stabile sicuramente rappresenta un elemento positivo”, conclude il manager.

Possibili impatti secondo BNY Mellon IM:

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