Potsios (Tikehau Capital): "Oggi investire negli asset alternativi è più sensato che mai"


Quale futuro per le asset class alternative? L’importante correzione dei mercati finanziari del primo trimestre dell’anno per lo scoppio del Covid-19 ha cambiato le carte in tavola e delineato un nuovo scenario per gli investitori. Le valutazioni in particolare sul versante dell’azionario sono mutate significativamente rispetto al 2019, quando gli investimenti alternativi erano visti come una delle poche possibilità di ottenere rendimenti interessanti. Nell’attuale fase di incertezza sugli impatti che la pandemia avrà sull’economia, ci si domanda quale sia l’attrattività di questa asset class e come l’industria si stia muovendo per affrontare questa fase di cambiamento. Quesiti che abbiamo rivolto ad Andrea Potsios di Tikehau Capital, una delle realtà più attive sul fronte degli alternativi.

“Oggi investire nel Private Equity, Private Debt, Special Opportunities o nel Real estate è più sensato che mai”, afferma il general manager Italy & European head of sales della società con casa madre a Parigi. “Quella che stiamo vivendo oggi è una crisi che non ha eguali ed è l’ennesima dimostrazione di quanto i mercati possano diventare volatili e di come facilmente si possa generare una dislocazione sia nelle valutazioni azionarie che in quelle del debito”, spiega. In questo panorama secondo Potsios le asset class alternative hanno il vantaggio di offrire un riparo dalle oscillazioni di mercato per il fatto di investire in aziende non quotate e di conseguenza con minore correlazione alle dinamiche dei mercati tradizionali. “Un investitore oculato non deve fare trading di breve termine ma prendere vantaggio da questa crisi posizionandosi su un orizzonte di medio lungo termine guardando ai prossimi anni e non ai prossimi mesi. Per questo i mercati privati alternativi sono la risposta più efficace”, dichiara.

Potenziamento dell’offerta retail

Una delle tendenze che si è affermata negli ultimi anni nell’industria del risparmio gestito è stata l’aumento della domanda da parte della clientela retail di questo tipo di investimenti, un tempo destinati ai soli investitori istituzionali. “Il mondo retail reclama sempre più forte l’accesso a queste strategie di mercato privato per canalizzare una parte dei propri risparmi verso l’economia reale ed estrarre valore attraverso diversi cicli di mercato”, sottolinea Potsios, “Tikehau non solo continuerà, ma potenzierà lo studio e lo sviluppo di prodotti per la clientela al dettaglio, perché non siano più una esclusiva prerogativa dei grandi investitori istituzionali. La ‘retailizzazione’ degli asset alternativi è un trend inarrestabile agevolato dagli stessi regulators internazionali che riguarderà il prossimo decennio”, dichiara. In quest’ottica Tikehau Capital ha costituito una divisione interna dedicata al lavoro a stretto contatto con gli asset manager per lo sviluppo di prodotti che consentano l’esposizione ai mercati privati ad una più ampia platea di clienti rispetto al passato.

“La creazione dei nostri prodotti destinati al mondo retail come ad esmpio l’Eltif di Private Equity nella transizione energetica realizzato con Banca Marsch in Spagna o come il prodotto multi-asset strategy studiato con il Gruppo Fideuram in Italia non può essere improvvisata”, spiega Potsios, “Alle spalle c’è un grande lavoro di strutturazione del portafoglio con specifici profili di risk/returns, studio dei cash flow di tesoreria e di asset/liability management, una capacità di focus su una singola asset class ma anche su un investment pool in grado di combinare esposizione di equity con debito, di real estate con special opportunities. Senza considerare lo scrupoloso lavoro necessario a livello legale, di reportistica, di compliance e di dialogo con i regolatori internazionali che impongono vincoli e caratteristiche diversi in ogni paese”, evidenzia.

L’approccio all’economia reale

Tra le sfide che sembrano preannunciarsi per il post Covid-19 vi è il reperimento da parte delle aziende europee di capitali per la ripresa. Per la loro capacità di convogliare liquidità verso l'economia reale, società come Tikehau Capital possono giocare un ruolo da protagonista. “Con i nostri fondi di Private Equity investiamo in aziende dove vediamo grande potenziale di crescita condividendo le loro ambizioni di sviluppo. Forniamo un capitale di rischio ‘paziente’ a lungo termine, le relazioni del nostro network internazionale, la nostra capacità di consulenza ed un forte supporto operativo al fine di ottenere un impatto trasformativo, generare crescita, nuova forza lavoro ed in ultimo creare valore. Questa nostra strategia, denominata di ‘growth equity’ è sicuramente la più opportuna e ricercata in questa fase di mercato perché non vi è alcun ‘cash out’ ma è puro finanziamento dell’economia”, spiega.

Tikehau Capital ha un approccio imprenditoriale anche nel mondo nel debito con fondi di loans e direct lending. “Ci poniamo come una efficiente alternativa al canale bancario per aziende di medie dimensioni che non hanno accesso al mercato obbligazionario o che richiedono finanziamenti con tempistiche, flessibilità di strutturazione, riservatezza o altre caratteristiche che i canali tradizionali non riescono a soddisfare. Nel post Covid-19, il livello di indebitamento delle aziende crescerà e diminuirà la loro crescita con molto del Free Cash Flow destinato a ripagare il debito”. L’allocazione settoriale del portafoglio previlegia dunque i settori anticiclici o quelli di nicchia come quello sanitario, della transizione energetica e di cibersecurity. “Le aziende cercheranno nuovi partner con spalle larghe, dotati di forte capitale e solide capacità finanziarie per percorrere assieme gli anni a venire. Come è stato nelle precedenti crisi finanziarie, gli asset manager di alta qualità usciranno rinforzati dando prova della loro capacità di gestire i portafogli e trarre vantaggio dalle dislocazioni di mercato”, conclude.

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