Portafogli à la carte. È tempo di asset rischiosi


Le case di gestione si preparano ad un ribilanciamento dei portafogli. Prudente, graduale ma necessario. La vittoria di Joe Biden nella corsa alle presidenziali USA e la notizia diffusa da Pfizer e il suo partner BioNTech su quella che potrebbe diventare una svolta cruciale nella lotta alla pandemia potranno modificare la composizione del rialzo azionario nel mondo. Di certo è ancora presto per trarre delle conclusioni, ma secondo gli esperti è bene prepararsi ad una rotazione dei settori.

In generale la view delle società italiane nell’immediato futuro in merito alla situazione dei mercati sembra più benevola. E c’è chi guarda già con attenzione alle asset class di rischio. “Tutto sommato, mentre ci avviciniamo al 2021, crediamo che i fattori macroeconomici prenderanno il sopravvento sulla questione politica”, spiega Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm. “Ciò potrebbe essere positivo per gli asset rischiosi, a condizione che Covid-19 non diventi di nuovo fuori controllo e che la crescita inizi a prendere slancio nel primo trimestre”. Una posizione condivisa anche dal responsabile Macro Research di Eurizon Andrea Conti che conferma uno scenario di medio termine positivo ed un orientamento alla costruzione dei portafogli favorevole verso le asset class di rischio. “Sui mercati azionari, avevamo ridotto a neutrale il posizionamento in considerazione della persistente diffusione della pandemia a livello globale e in attesa del voto USA. Ora stiamo gradualmente incrementando le posizioni, approfittando in modo contrarian degli episodi di volatilità e anticipando il concretizzarsi della manovra fiscale USA”.

Avviare con gradualità il ribilanciamento dei portafogli è anche il consiglio che arriva da Kairos. Nello specifico lo strategist della società guidata da Fabrizio Rindi, Alessandro Fugnoli, parla di “notizie incoraggianti”, in merito al vaccino sperimentale ma anche di un arrivo effettivo che richiederà certamente parecchi mesi. “Possiamo dire fin da oggi che bisognerà gradualmente ritarare i portafogli nella direzione di un peso maggiore dei settori finora penalizzati, alleggerendo qualcosa sui tecnologici nei momenti di rialzo e comprando con prudenza qualcosa nei settori penalizzati, soprattutto sui titoli di massima qualità in caso di ribasso azionario”. Un processo, come detto, che richiederà alcuni mesi. Ma che va monitorato. “Ci sono già state false partenze ma ci auguriamo tutti che la soluzione arrivi e questa rotazione alla fine ci sarà”, dice Fugnoli. “Per ora è sufficiente avere portafogli equilibrati: se finora privilegiavamo la tecnologia da qui in avanti si potrà avere un maggiore bilanciamento”.

Anche la view di Anima SGR (che sui mercati azionari passa da neutrale a positiva) sembra in linea con l’idea delle altre case di gestione. A livello settoriale, gli analisti della società milanese proseguono gradualmente “il processo di ribilanciamento dei portafogli finalizzato ad aumentarne la resilienza in uno scenario di rotazione settoriale/di stile: al sovrappeso sui settori agganciati a trend di crescita secolari accelerati dalla pandemia (tecnologia su scala globale e utilities in Europa) si affianca una riduzione/eliminazione del sottopeso sui comparti più penalizzati dalla crisi e che hanno maggiore upside dal punto di vista del miglioramento dei fondamentali (industriali e materie prime)”, spiegano. L’allocazione geografica privilegia, poi, Europa, Paesi Emergenti dell’area asiatica e ora anche Stati Uniti.

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