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Polinesia, il mito della partenza


Tutto laggiù, è ordine e beltà, lusso, calma e voluttà”. Queste le parole di Baudelaire nel suo Invito al viaggio*, versi contemporanei allora come oggi, che ci portano a quella mitologia della partenza tanto cara alla cultura di fine Novecento, ma che continua a darci l’impulso di partire verso la smania di conoscere luoghi nuovi e costumi mai visti. La Polinesia rappresenta pienamente il desiderio di evasione verso ciò che è esotico e lontano, e l’artista Paul Gauguin, durante il suo soggiorno dal 1891 al 1903, vi trovò quello spirito “selvaggio”, “primitivo” ed “esotico” di cui le sue tele sono ricche. La Polinesia rimane nei secoli quel paradiso immaginato e a lungo desiderato, dove bellezze naturalistiche s’intrecciano al fascino e al mistero dei luoghi. 

Come molti, ho lasciato che questo sogno si realizzasse durante la luna di miele: dopo il passaggio obbligato alla capitale Papeete, arriviamo a Moorea, un’isola che racchiude ancora la magia primitiva che aveva tanto attratto Gauguin. Moorea è l’isola che non ti aspetti: certo, le strutture turistiche sono attrezzate e lussuose, ma ben inserite nel contesto naturalistico e perfettamente rispettose dell’anima del luogo. Edenici paesaggi tropicali fanno da sfondo ai segni di una natura incontaminata: fiori giallo zolfo, linee sinuose della terra di un rosa acceso e acque cristalline che si stagliano verso l’infinito. Quel mare profondo e limpido sembrava brulicare di presenze misteriose, che si risvegliavano con i colori del tramonto, in un turbine di suoni e schiaffi tra le onde da lasciarmi a metà tra lo stupore e lo stordimento. Tutto è vivo a Moorea e l’atmosfera magica pervade corpo e mente con pace meditativa e sospensione temporale. 

 

Il silenzio delle notti polinesiane

Dopo il soggiorno a Moorea, è la volta di Bora Bora, che si presenta ai nostri occhi completamente diversa dall’isola appena lasciata. Acque basse e trasparenti fanno da scenario a lunghi pontili di lussuose suites overwater, spiagge dorate e palme vigorose si mischiano ai colori vivi e alle fragranze dolciastre dell’aria. Gli scenari montagnosi di origine vulcanica di Bora Bora contrastano amabilmente con gli atolli corallini e la sabbia fine. Coccolati dal clima perfetto, dalle dolci cromie della natura e dal profumo zuccherato dei fiori, abbiamo trascorso intere giornate non curanti delle ore che passavano lente. In ogni altro luogo la noia avrebbe preso il sopravvento, ma non qui, dove la calma e la tranquillità permettono di assaporare dolcemente la vita e i suoni del mare, trasportandoci ai confini del tempo.   

Sono molte le ragioni che fanno della Polinesia un paradiso terrestre, ma forse è quello che non si vede che mi ha colpito maggiormente: il silenzio delle notti polinesiane; e quello che non esiste più: dei e credenze primitive.

 

*Da I fiori del male, di Charles Baudelaire, 1857.  

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