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PMI ai minimi in Europa: quali gli impatti per le scelte d'investimento?


Contributo a cura di Marco Vailati, responsabile Ricerca e Investimenti, Cassa Lombarda.

I PMI sono gli indici dei direttori di acquisto della società Markit. Sono statistiche economiche nazionali con elevata valenza predittiva sull’andamento dell’economia grazie alla tempestività e omogeneità che le caratterizza. Sono tempestive perché si basano su sondaggi senza aspettare l’ufficializzazione dei dati contabili, anche se si riferiscono a elementi concreti non riducendosi ad un sondaggio di mere opinioni. Sono omogenee perché applicano la medesima metodologia in tutte le aree geografiche, facilitando i confronti internazionali. Il sondaggio mensile è condotto su un campione di più di 400 aziende per ogni paese.

Ai direttori di acquisto è chiesto di paragonare le condizioni di diverse variabili rispetto al mese precedente, indicando se sono migliorate, peggiorate o invariate. Ne derivano degli indici di diffusione. 50 rappresenta la soglia di invarianza rispetto al mese precedente, valori tra 50 e 100 rappresentano l’espansione progressivamente crescente della variabile considerata e, viceversa, valori tra 0 e 50 ne rappresentano una contrazione. L’insieme delle variabili è poi ponderato per esprimere l’indice sintetico settoriale. Markit anticipa il dato mensile alla terza settimana del mese con l’85-90% del totale delle risposte raccolte col sondaggio durante la seconda metà di ogni mese. Nella prima settimana del mese successivo viene rilasciato il dato definitivo che riflette la lavorazione anche delle altre risposte e mostra tutti i dettagli.

I livelli degli indici anticipatori a novembre in eurozona sono rimasti intorno ai minimi da oltre 6 anni, a causa di un rallentamento diffuso per varie problematiche interne e internazionali. Le problematiche interne sono riconducibili principalmente a: difficoltà nella predisposizione delle leggi finanziarie in diversi paesi con la Commissione che ne ha approvate alcune solo con riserva, tenuta del governo italiano, formazione di quello spagnolo, equilibri interni tedeschi, manifestazioni di protesta in Francia, incertezza sulla Brexit, gestione dei migranti. Le problematiche internazionali fanno invece riferimento a: rallentamento globale, guerra dei dazi e periodici focolai geo-politici quali la Siria, Hong Kong.

Indici PMI

L’indice manifatturiero si trova a livelli inferiori e in area di contrazione perché più esposto attraverso l’export alle problematiche internazionali. Viceversa l’indice dei servizi, che è più legato ai consumi domestici sostenuti dall’occupazione, è rimasto espansivo e più elevato, ma è comunque in fase di calo da mesi soffrendo delle problematiche interne all’Eurozona.

Sono arrivate indicazioni deboli anche da vari sottoindici (Portafoglio ordini, Occupazione, Prezzi). Questi livelli di PMI sono coerenti con una crescita del PIL trimestrale di solo +0,1% e danno ancora più giustificazione all’intensità e alla fretta delle manovre espansive volute da Draghi, nonostante la mancanza di  unanimità all’interno del consiglio della BCE, e la sua richiesta di maggiori azioni di stimolo fiscale.

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