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Più sostenibilità anche nei portafogli di Bankitalia


Anche Bankitalia diventa green. L’istituto ha modificato la gestione dei propri investimenti azionari, attribuendo un maggior peso ai criteri ESG, secondo quanto si legge in un documento tecnico dettagliato e appena pubblicato. La decisione è dettata “dall’obiettivo di valorizzare la responsabilità sociale delle imprese e di migliorare la gestione del rischio finanziario e reputazionale”, si legge nella nota. Il cambio di rotta riguarda, in prima battuta, i portafogli di azioni emesse da società dell’area dell’euro (inclusa l’Italia), che ammontano a circa 8 miliardi di euro, pari al 6 per cento degli investimenti finanziari in euro e comprendono titoli di circa 140 società quotate.

Secondo quanto scritto nel documento, “per orientare gli investimenti verso criteri ESG sono stati confrontati approcci alternativi, fra cui la possibilità di sostituire gli indici azionari di riferimento finora adottati dalla Banca con indici ESG; le analisi effettuate hanno indicato che le differenze tra le due tipologie di indici risultano limitate sotto i profili di rischio e rendimento finanziario. Al termine degli approfondimenti, è stato ritenuto preferibile l’approccio dell’integrazione dei fattori ESG nei criteri d’investimento attualmente utilizzati, che privilegiano i principi di diversificazione e di neutralità di mercato".

Seguendo questa logica, la Banca d'Italia ha deciso perciò di escludere dall’universo investibile le società che operano prevalentemente in settori non conformi ai principi dell’UN global compact e privilegiare le società con i punteggi migliori sui profili ESG, secondo la valutazione compiuta da una società specializzata, opportunamente selezionata.

La transizione al nuovo modello di gestione sarà completata nel primo semestre del 2019 e alla fine del processo il profilo ESG migliorerà notevolmente: “i portafogli azionari della Banca miglioreranno la propria impronta ambientale in termini di emissioni totali di gas serra (-23% circa, pari a -0,76 milioni di tonnellate), di consumo di energia (-30% circa, equivalenti a 7,67 milioni di gigajoule) e di consumo di acqua (-17% circa, pari a 6,95 milioni di metri cubi). Queste modifiche dei portafogli producono un impatto equivalente a quello che si avrebbe azzerando i consumi annui di energia di circa 140 mila abitazioni e gli usi idrici di oltre 123 mila famiglie. Anche in termini di riduzione delle emissioni di gas serra i risultati raggiunti sono considerevoli: il calo è equivalente all’annullamento delle emissioni annue di 185 mila famiglie".

L’Istituto, presieduto da Ignazio Visco, inoltre, fa sapere che nel prossimo futuro intende applicare lo stesso processo anche alla gestione degli investimenti in obbligazioni societarie. “L’impegno della Banca in questo ambito include anche la partecipazione a organismi internazionali, quali il Network for greening the financial system, costituito alla fine del 2017 tra alcune delle principali banche centrali e autorità di supervisione del mondo, con l’obiettivo di coordinare le iniziative in tema di gestione del rischio ambientale e climatico nel settore finanziario”.

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