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PIR, un volàno per i guadagni dei piccoli risparmiatori


Contributo a cura di Federico Taddei, amministratore delegato di Online SIM.

I fondi PIR sono stati la novità più importante del 2017 e hanno riscosso un successo che è andato al di là delle più ottimistiche aspettative: la raccolta netta a dicembre del 2017 ammonta, infatti, a quasi 11 miliardi di euro contro una previsione del Governo di 1,8 per il loro primo anno di vita. Una tendenza che confermiamo anche dall’osservatorio privilegiato di Online Sim sul mondo del risparmio gestito visto che nell’anno circa 5.000 dei nostri clienti, tra diretti ed istituzionali, hanno deciso di sottoscrivere i prodotti PIR.

Sono molti gli attori che possono trarre beneficio da questi strumenti a partire dagli investitori che già detengono fondi azionari italiani big cap, che hanno titoli azionari italiani diretti oppure chi detiene obbligazioni societarie italiane. L’incentivo fiscale è una leva molto importante per lo sviluppo dei Piani individuali di risparmio ma è solo la punta dell’iceberg. I PIR rappresentano un’opportunità concreta per le aziende e per i risparmiatori, e lo dimostra il fatto che nel medio-lungo periodo chi ha investito in PMI ha ottenuto rendimenti in media superiori rispetto al mercato azionario in generale e a quello italiano in particolare.

Rischio bolla?

Siamo convinti che un rischio bolla non sia assolutamente realistico nel breve e medio periodo. La struttura dei PIR, infatti, prevedendo una durata minima di tenuta del prodotto di cinque anni per usufruire dell’agevolazione fiscale orienta i risparmiatori su un investimento di lungo periodo e stabilizza di fatto il mercato. Consideriamo, pertanto, decisamente improbabile un’intensa fase di vendita tipica delle bolle finanziarie.

È chiaro che il modo migliore per beneficiare dei PIR è comprare un fondo comune di investimento che supera alcuni ostacoli operativi e facilita il rispetto dei parametri previsti dalla normativa che - nel caso in cui si volesse investire in autonomia - rimarrebbero in carico all’investitore, con il rischio di perdere il beneficio fiscale. Non dobbiamo, però, dimenticare che i PIR investono su un mercato specifico e con un rischio Paese concentrato. Dunque, l’unico accorgimento è quello di pesare correttamente questa asset class nel proprio portafoglio.

I Piani Individuali di Risparmio sono stati la sorpresa più piacevole del 2017 e, se come crediamo, il trend positivo sarà confermato anche quest’anno, potranno rappresentare un volàno per i guadagni dei piccoli risparmiatori e per la crescita dell’economia italiana.

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