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Piotti (Payden & Rygel): “Con la nostra solidità abbiamo convinto il mercato istituzionale italiano”


Nonostante la pesante crisi finanziaria, negli ultimi 12 anni il patrimonio degli investitori istituzionali in Italia ha registrato un costante incremento, attestandosi a fine 2018 a circa 860 miliardi* pari a circa il 49,12% del PIL nazionale (nel numero 34 di Funds People Italia, sezione Istituzionali, abbiamo dedicato un approfondimento al tema). Una cifra di tutto rispetto che restituisce il ritratto di un Paese che inizia a vantare un mercato istituzionale di spessore e di grande interesse per asset manager nazionali ed esteri. Tra questi vi è Payden & Rygel Global Ltd, società di gestione americana indipendente specializzata nella gestione attiva di portafogli istituzionali, che sta per archiviare un anno molto positivo per la sua attività in Italia.

“Fino a un po’ di tempo fa eravamo un gestore ancora poco conosciuto al mercato istituzionale e alle banche italiane mentre in Europa continentale avevamo già una certa riconoscibilità, quindi la nostra sfida consisteva nel convincere tale mercato della solidità della nostra struttura e attenzione al cliente”, spiega Nicolò Piotti, managing director Italia ed Europa continentale di Payden & Rygel. “Quello italiano è un mercato che sta evolvendo in maniera molto positiva e che permetterà maggiori possibilità di diversificazione anche attraverso investimenti meno liquidi e legati all’economia reale”, aggiunge.

Ad oggi sono 11 i mandati in delega che l’entità si è aggiudicata (ultimo in ordine temporale quello affidatogli dal fondo Fon.Te per un mandato obbligazionario governativo globale di circa 240 milioni di euro) per masse gestite per la clientela italiana pari a 1,75 miliardi, che si affiancano a una raccolta di ulteriori masse sui fondi da parte di SGR e banche. “Un altro dato che mi piace sottolineare è la partecipazione alla gran parte delle finali dei Bandi di gara per l’aggiudicazione dei patrimoni della clientela”, sottolinea Piotti.

A fine 2018, i mandati di gestione rappresentavano la scelta d’investimento privilegiata dagli istituzionali in Italia (74%), seguita dai fondi comuni tradizionali (52%) e dai FIA (48%)*. Nel caso di Payden & Rygel, sul totale delle masse in gestione, i mandati rappresentano il 90% mentre il mondo fondi Ucits ed US il residuo 10%. “A nostro avviso, per la clientela istituzionale italiana, la soluzione della delega rimane la migliore perché permette di costruire insieme al cliente e al consulente un portafoglio le cui caratteristiche e dinamiche di rischio incontrino gli obiettivi prefissati e da raggiungere”, spiega il managing director.

Guardando al futuro

“Manterremo il nostro approccio tradizionale agli investimenti che in 36 anni di vita ci ha permesso di aumentare le masse da $20 milioni a $120 miliardi di dollari senza alcuna acquisizione”, commenta Piotti a una domanda circa i progetti futuri della società di gestione. “La consistenza delle strategie e il pressoché inesistente turnover in uscita dei gestori sono una variabile che il mercato apprezza sempre più”, aggiunge.

Parallelamente, fa sapere il managing director, Payden & Rygel continuerà a partecipare ai Bandi di gara “per i quali riteniamo di avere expertise qualificata e di poter offrire soluzioni di investimento personalizzate e in linea con le aspettative dei clienti. Il fatto di essere una società indipendente e non quotata", continua, "non ci impone quella pressione sulla raccolta delle masse a discapito della qualità e delle necessità della clientela con la quale vogliamo costruire relazioni di lungo periodo. Siamo un gestore prevalentemente obbligazionario, anche se abbiamo grande expertise sull’asset class azionaria ad alti dividendi, e continueremo a offrire soluzioni in tale area senza trascurare i mandati bilanciati”, conclude Piotti.

* Dati del Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali presenti nel sesto report annuale "Investitori istituzionali italiani: iscritti risorse e gestori per l’anno 2018".

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