Pictet-Multi Asset Global Opportunities: aggiornamenti in vista


Nel mese di agosto, il rischio geopolitico ha riacceso gli indicatori di volatilità. Come spiegano Andrea Delitalia, head of euro multi asset, e Marco Piersimoni, senior portfolio manager di Pictet Asset Management, le tensioni a livello globale, nonché le misure adottate dalle Banche centrali mondiali, hanno influenzato anche i gestori del fondo con doppio rating AB (Preferiti dagli Analisti-Blockbuster) Funds People Pictet-Multi Asset Global Opportunities, i quali forniscono un quadro macro dell’attuale situazione globale, illustrando gli aggiornamenti della strategia di investimento del portafoglio da loro gestito. “Le tensioni nella penisola coreana raggiungono livelli di guardia con minacce reciproche fra il dittatore nordcoreano Kim e il presidente Trump. Il simposio di Jackson Hole ha deluso le aspettative di chi si attendeva indicazioni concrete di politica monetaria da parte della Fed e della BCE. In questo contesto, i mercati obbligazionari hanno fatto registrare buone performance (Barclays Global-Aggregate +1% sul mese), indici azionari in leggera perdita con sottoperformance degli indici europei rispetto allo S&P in conseguenza di un euro in ulteriore rafforzamento. Il meeting della BCE ad inizio settembre ha visto Draghi continuare a fornire un giudizio positivo sullo stato di salute dell’economia in Europa, senza ridurre significativamente le prospettive sull’inflazione per il 2018 e il 2019 (nonostante il rafforzamento dell’euro a 1,20)”, affermano i fund manager. A loro parere, il messaggio veicolato dalla BCE è stato nel complesso accomodante, tanto che l’eccessiva volatilità del cambio è stata citata come uno dei rischi da mantenere sotto controllo. “Questo non è stato comunque sufficiente a far arretrare il cambio in maniera significativa, complice la mancanza d’inflazione negli USA e i flussi d’acquisto sull’euro che probabilmente giungono dalle riserve delle Banche centrali”, spiegano Delitalia e Piersimoni.

Una strategia aggiornata

Stiamo riducendo la duration obbligazionaria a partire dagli USA: i rendimenti sul decennale sono prossimi al 2%, molto distanti dal 2,6% toccati nella primavera scorsa. Riteniamo che esista ancora la possibilità di un rialzo entro fine anno da parte della Fed (questo aiuterebbe di conseguenza anche il dollaro). Fino ad ora, le obbligazioni non hanno registrato il miglioramento ciclico osservabile sui dati dei PMI globali o sulle materie prime (rame +25% negli ultimi due mesi)”, spiegano i gestori. Sul comparto azionario invece, fanno sapere dal team, la sottoperformance accumulata da inizio maggio da parte dell’Eurostoxx è stata pari a sette punti percentuali rispetto all’indice S&P: “si tratta di un movimento eccessivo e potrebbe essere giunto il momento di inversione del trend. Una condizione necessaria per permettere questo movimento è quella di arrestare l’apprezzamento dell’euro. Il comportamento positivo del DAX (indice con molti titoli attivi nel comparto export, auto, industriali etc.) nel corso della prima settimana di settembre è incoraggiante”, aggiungono i portfolio manager.

Secondo Delitalia e Piersimoni, complice della sottoperformance di agosto delle banche (europee e non) è stato il rally dei rendimenti, che ha compresso il margine di intermediazione. “Sul cambio EUR/USD, crediamo che si stia per aprire una fase di consolidamento tattico: 1,15-1,17 potrebbe essere l’obiettivo in questa fase. Oro in forte rafforzamento su rottura del livello di 1.300 dollari l’oncia per merito della discesa del dollaro e dei tassi USA”, concludono i gestori.

Il fondo con doppio rating AB Pictet-Multi Asset Global Opportunities

Tra i 28 fondi Pictet AM che vantano del marchio Funds People 2017, il prodotto con doppio rating AB Pictet-Multi Asset Global Opportunities è l’unico a rappresentare la categoria dei bilanciati. Con patrimonio globale pari a circa 4,02 miliardi di euro, il comparto ha l’obiettivo di consentire agli investitori di sfruttare la crescita dei mercati finanziari investendo principalmente in titoli di debito di ogni tipologia, strumenti del mercato monetario, depositi, titoli azionari e titoli associati ad azioni (quali ADR, GDR, EDR). I gestori possono investire in qualsiasi Paese (compresi gli emergenti), settore economico e valuta. Il portafoglio può essere inoltre esposto a titoli di debito di qualità inferiore all’investment grade, nonché a obbligazioni convertibili contingenti, a titoli conformi al Rule 144A, a trust di investimento immobiliare (REIT) ed investire in Sukuk o in ogni altra tipologia di titoli a reddito fisso conformi alla Shariah. I derivati sono untilizzati al fine di assicurare una gestione efficiente del portafoglio, oppure ai fini di copertura.

A livello azionario, la gestione è di tipo large cap blend, e le aree geografiche di maggior investimento sono rappresentate dagli Stati Uniti, con il 32,94% del capitale investito, dall’Europa occidentale (29,24%) e dal Giappone (10,44%), mentre i principali settori sono quello tecnologico (15,81%), quello industriale (14,59%), sanitario (13,96%), finanziario (13,09%) e ciclico (12,99%). Per quanto concerne la componente obbligazionaria invece, in media, i titoli sono caratterizzati da un’alta qualità di credito (43,42% in titoli di debito AAA) e una bassa sensibilità ai tassi di interesse, con scadenze medie che oscillano tra il breve e il medio termine. Secondo i dati Morningstar, al 21 settembre 2017, il fondo ha fatto registrare una performance annualizzata a tre anni pari al +2,15%.

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