Pictet AM: “Adottiamo un approccio flessibile e basato sul valore”


Prevedere il comportamento dei mercati a lungo termine è particolarmente difficile, si possono svolgere accurate analisi, fornire delle view, delle stime, dei pareri, ma sapere con esattezza come questi si muoveranno è un’impresa alquanto ardua, soprattutto in contesti di mercato come quelli che hanno caratterizzato gli ultimi anni, tra dinamiche e situazioni geopolitiche senza precedenti. Prevedere il futuro quindi è proprio ciò che il team di gestione della strategia Pictet-Absolute Return Fixed Income, fondo che vanta del doppio rating Blockbuster-Consistente Funds People, evita di fare. Sarah Hargreaves e Thomas Hansen, entrambi senior investment manager di Pictet Asset Management, spiegano come dal team puntano a generare rendimenti positivi per gli investitori, indipendentemente dalle condizioni di mercato. “Ciò significa che, per esempio, non tentiamo di prevedere la fine (potenzialmente brusca) della trentennale solidità del mercato obbligazionario, ma preferiamo preparare il portafoglio per quell'eventualità”, spiegano i manager.

“Valutiamo le probabilità. Per esempio, riteniamo che nei prossimi tre-cinque anni i tassi di interesse globali rimarranno relativamente bassi a causa della scarsa crescita economica reale e della continua riduzione della leva. Alla luce di tali prospettive, la nostra strategia a lungo termine prevede l'investimento nei Treasury USA a lunga scadenza. Tuttavia, tale visione non esclude possibili moderati rialzi dei tassi, che potrebbero causare anomalie significative nel breve periodo in alcune aree del mercato obbligazionario, con potenziali effetti negativi sui rendimenti”, affermano Hargreaves e Hansen. Detenere solo Treasury contrasterebbe quindi con la filosofia del team incentrata sul rischio, che prevede una gestione delle singole strategie tale da permettere al portafoglio di generare rendimenti positivi indipendentemente dalle condizioni del mercato obbligazionario.

“In altri termini, puntiamo a offrire rendimenti ai nostri investitori, non solo in fasi di rialzo dei mercati, ma anche in quelle di ribasso; limitarsi a registrare perdite inferiori rispetto all'indice di riferimento o alla strategia di un concorrente non è un’opzione valida”, aggiungono gli esperti.

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Fonte: Pictet AM.

La gestione del rischio rappresenta tuttavia solo una parte dell’approccio utilizzato dal team, che si basa anche sulla  costruzione e sul mantenimento di un portafoglio diversificato. Dato che la strategia non segue un benchmark, i manager sono abbastanza flessibili da poter investire in qualsiasi area dell'universo fixed income globale (in diversi Paesi e strumenti) che gli sembri attraente. Per ridurre il rischio potenziale di rialzo dei tassi a livello globale, il team ha cercato di aprire una posizione in titoli il cui valore aumenterebbe in caso di rialzo dei tassi. “I derivati su tassi di interesse nell'Europa centrale e orientale, in particolare in Ungheria, apparivano un'opzione relativamente poco onerosa, dato che i tassi di interesse locali sono, a nostro avviso, decisamente troppo bassi per un'economia che presenta un'inflazione in aumento. La banca centrale ungherese ha tagliato i tassi di interesse, anche se la produzione sta aumentando notevolmente, i salari hanno visto un incremento di oltre il 13% nell'ultimo anno e le pressioni inflazionistiche superano gli standard della regione. L'inflazione inoltre si colloca ora attorno al target del 3% della banca centrale, aumentando così le probabilità di tentativi di inasprimento della politica monetaria”, spiegano i gestori.

In tale contesto, secondo Hargreaves e Hansen, detti titoli fixed income ungheresi, i cui pagamenti aumentano in caso di rialzo dei tassi, sono ora convenienti. Tramite acquisti sul mercato dei tassi forward i gestori hanno ad ogni modo neutralizzato il rischio di aumento dei rendimenti obbligazionari globali.

“Pur non cercando di anticipare gli sviluppi dei mercati, siamo consapevoli del fatto che essi possano subire variazioni rapide e nette. Quando i mercati subiscono inversioni, acquistare protezione contro eventuali crolli, per esempio, diventa più oneroso. Tale logica spiega, in parte, una delle nostre posizioni recenti”, spiegano.

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Fonte: Pictet AM.

Il credito high yield europeo sembra agli occhi dei gestori particolarmente vulnerabile a cambiamenti negativi nel sentiment degli investitori, con i rendimenti che si attestano attorno ai minimi storici. Secondo il team, in caso di ingenti sell-off e flussi in uscita, solitamente i cash bond sottoperformano i relativi CDS. “In tale scenario è possibile generare rendimenti tramite l'indice Markit iTraxx Europe Crossover, che include i CDS di 75 società tra le più liquide del segmento sub-investment grade. Lo spread tra questo indice sintetico e il suo equivalente cash, l'iBoxx European High Yield, si è normalizzato attorno allo zero dopo il picco di inizio 2016 (192pb). Se effettivamente il mercato obbligazionario seguisse un trend discendente, ci aspetteremmo che l'indice cash sottoperformasse quello sintetico, nel quadro dell'abbandono da parte degli investitori delle obbligazioni high yield e del deterioramento della liquidità”, affermano gli esperti.

In tale scenario, a detta dei manager, un posizionamento corto sul total return swap dell'indice cash vs. l'iTraxx CDS index offrirebbe tuttavia buoni risultati. “Siamo convinti che i nostri investitori beneficeranno di questa capacità di investire in diversi prodotti a reddito fisso a livello globale. Le condizioni sul mercato obbligazionario diventano più complesse; è quindi sempre più importante adottare un approccio flessibile e basato sul valore”, concludono Hargreaves e Hansen.

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