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Giovanni Pesce (Fugen Sicav): “L’interazione tra gestore e AI del nostro Raif”


La tecnologia riuscirà davvero a sostituire il lavoro umano? È la domanda che tutti si pongono, anche nel settore dell’asset management, dove si parla sempre più spesso di gestione del risparmio tramite intelligenza artificiale. Tuttavia il ruolo del gestore sembrerebbe essere ancora indispensabile. “Una squadra di ingegneri e tecnici progetta l’automobile servendosi di numerosi dispositivi tecnologici che supportano il pilota nella guida, ma sono gli ingegneri a scegliere che tecnologie adottare e comunque è il pilota, alla fine, a guidare l’auto, fidandosi del supporto tecnologico a sua disposizione e prendendo le decisioni”, con questa metafora Giovanni Pesce, presidente di Fugen SICAV SA RAIF parla dell'interazione tra gestore e intelligenza artificiale, alla base del suo processo di investimento.

Cosa differenzia Fugen SICAV SA RAIF da un fondo UCITS? “Si tratta innanzitutto di un fondo di investimento alternativo riservato ai soli investitori istituzionali, professionali e well-informed, una nuova forma giuridica lussemburghese, armonizzata dalla legge del 2016. In secondo luogo, mentre gli UCITS possono operare limitatamente a valori mobiliari ammessi, l’universo investibile dei RAIF è illimitato, e permette ai gestori di avere maggiore libertà di movimento all’interno dei mercati, e di combinare tra loro, senza vincoli, 4 asset class: obbligazioni, azioni, valute e materie prime. Un’altra differenza sostanziale sta nel calcolo del NAV: gli UCITS infatti devono rendere pubblici il prezzo di emissione, vendita e riacquisto delle proprie quote ogni volta che le emettono, vendono e riacquistano, e comunque almeno due volte al mese. Il RAIF deve rendere pubblico il NAV almeno una volta l’anno ai fini della rendicontazione. Per quanto riguarda Fugen SICAV RAIF, nello specifico, il NAV è quotidiano”, spiega Pesce.

Strategia di investimento

Un approccio top down quello di Fugen SICAV RAIF. Infatti partendo da un’analisi delle dinamiche macroeconomiche il comitato investimenti identifica una prima asset allocation coerente con le idee macro sviluppate, senza precludere alcuna asset class. “Inseriamo alcuni temi particolari che andranno a costituire la muscolatura tattica, compatibilmente con lo scheletro strategico dell’asset allocation. Si tratta di opportunità di trading che nascono da disallineamenti temporanei di prezzi e che non sono in armonia con il quadro macro di riferimento. Infine, si cercano gli strumenti che meglio rispondono alle esigenze di investimento individuate, scegliendo i migliori in termini di rischio/rendimento in rapporto alla struttura del capitale coinvolta, oltre che in termini di liquidità ed efficienza per gli obiettivi reddituali definiti”, commenta il presidente della Sicav.

L’elemento caratterizzante la strategia è la particolare interazione tra gestore e intelligenza artificiale. “L’A.I. interviene in questo processo fornendo una lettura agnostica dei dati, che può supportare le scelte del gestore oppure negarle, imponendo un ripensamento delle scelte in chiave di riduzione dei rischi. - dichiara Pesce - In questo modo, una parte dell’emotività del gestore viene ridimensionata dall’affiancamento di un cervello ulteriore, che supporta le decisioni o le critica secondo il suo punto di vista: i dati di mercato. La nostra visione sull’interazione tra gestore umano e intelligenza artificiale si posiziona in modo equidistante tra le due visioni: da un lato cerchiamo di cogliere le opportunità in termini di innovazione, dall’altro ci impegniamo per mitigarne i rischi, partendo dal presupposto che la decisione finale spetta sempre e comunque al gestore”.

 

 

 

 

 

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