Perché sulla sostenibilità consumatore e investitore non sono paragonabili


“C’è un rischio marketing sostanziale, ma la sostenibilità rappresenta una vera e propria rivoluzione, e come tutte le rivoluzioni presuppone un netto cambiamento da parte dell’industria”. Antonio Bottillo, responsabile di Natixis Investment Managers per l’Italia, lega innanzitutto tale cambiamento al raggiungimento di una corretta interpretazione del tema della sostenibilità nella sua declinazione all’interno del mondo degli investimenti. Fine ultimo: sfatare il mito secondo cui sia necessario rinunciare a parte della performance o essere disposti a sostenere costi maggiori per investire in modo responsabile. “Si tratta”, afferma Bottillo, “di un retaggio di un passato fatto solo di logiche di esclusione, a causa del quale si tende ad associare il comportamento dell’investitore a quello del consumatore”. “Nell’ambito dei consumi”, spiega, “notiamo un’effettiva propensione ad una maggiore spesa a fronte dell’acquisto di un prodotto ritenuto sostenibile e questo porta a pensare che la stessa cosa debba avvenire per quanto riguarda gli investimenti”. “Non è così”, sostiene il responsabile per l’Italia di Natixis IM, “poiché le strategie sostenibili seguono le canoniche logiche di portafoglio, aggiungendo inoltre un vantaggio fondamentale da un punto di vista del controllo del rischio”. Il fatto che l’analisi extra finanziaria permetta di evitare tutti quei casi di impatto negativo sulla performance dovuto a scandali, siano essi legati a problemi relativi a tematiche ambientali, sociali e di governance, è in effetti un tema dibattuto e su cui l’industria inizia a costruire un consenso condiviso. Tra i molteplici esempi per cui risulta possibile misurare gli effetti concreti sui portafogli degli investitori è emblematico quello rappresentato dal dieselgate che ha travolto l’industria dell’auto a partire dal 2015.

Guardare più lontano…

“Investimenti e strategia sostenibili si legano alla necessità di avere un orizzonte temporale più ampio nei propri investimenti poiché sono originati da trend che per loro natura di realizzano nel lungo periodo”, afferma Bottillo. Non solo la specificità dei temi quindi, ma l’integrazione nel mondo finanziario, ad esempio attraverso gli indici, dei criteri ambientali, sociali e di governance determinerà, secondo il responsabile per l’Italia di Natixis IM, una grande rivoluzione cui si aggiunge un cambiamento culturale ormai evidente nella società e negli individui presi singolarmente, in particolare nelle fasce d’età più bassa della popolazione.

… sia in termini di prodotti che di servizi

Un tema, quello della sostenibilità, che si lega agli ulteriori cambiamenti in atto nell’industria dell’asset management. “Ci troviamo di fronte a una situazione dove la compliance da un lato e la regolamentazione dall’altro stanno incidendo sui costi”, sottolinea Bottillo. “MiFID II sta innegabilmente riducendo i margini e”, aggiunge, “i due attori dell’industria, asset manager e distributori, dovranno lavorare insieme in modo più intenso in un’ottica di partnership in modo tale da poter assicurare strategie e servizi updated al fine di soddisfare le esigenze di clienti sempre più informati”. “In ultima analisi”, conclude il responsabile per l’Italia della casa di gestione, “la fabbrica prodotto sarà necessariamente impegnata a investire in infrastrutture e dall’altro lato la distribuzione andrà a rivedere la propria offerta in ottica di riduzione del numero delle strategie. Quelle che rimarranno saranno a premio, e cioè realmente in grado di consegnare un valore aggiunto al cliente”.

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