Perché le case di gestione non ritirano dalla loro offerta i fondi con patrimoni bassi?


L'amministratore delegato di Amundi Yves Perrier ha dichiarato in una recente intervista rilasciata al Times che il settore ha un problema con la chiusura dei fondi. Secondo Morningstar Direct, il 44% dei prodotti commercializzati in Europa ha attualmente meno di 50 milioni di Euro in gestione. Chi pensa che questo fenomeno sia dovuto al fatto che la macchina per la creazione di nuovi prodotti è molto oliata si sbaglia, in quanto circa due terzi hanno track record di oltre cinque anni.

Mantenere un fondo di investimento aperto comporta un costo per l'entità. E se non ha raggiunto un livello accettabile di asset gestiti, si potrebbe dedurre che il passo più logico sarebbe quello di liquidarlo o di fonderlo con un'altro. Tuttavia, spesso vengono tenuti aperti, perché? Le ragioni sono molto diverse e vengono spiegate a seconda del tipo di business della casa di gestione. In questo senso, esistono due gruppi principali: le grandi società di gestione indipendenti e quelle che hanno il supporto di una rete commerciale.

"Non è la stessa cosa essere un'entità globale e indipendente che una società di gestione appartenente a una società finanziaria con una rete. Il profilo del cliente è totalmente diverso e così anche il modo di approcciarlo. I primi devono convincere l'investitore istituzionale o la private bank in termini di branding, marketing e redditività. Nel secondo caso è completamente diverso. Il cliente è più di tipo retail. Detiene diversi prodotti con la banca, uno dei quali è il fondo. È un cliente dell'istituto, non del gestore", ha spiegato a FundsPeople un esperto del settore dello IEB di Madrid, uno dei principali istituti per lo studio dei mercati in Spagna. 

"La maggior parte dei fondi in Europa con un volume di attività inferiore a 50 milioni di Euro sono commercializzati principalmente da società di gestione appartenenti a entità con rete di distribuzione e clientela captive. E non vengono chiusi perché la gestione di un fondo che non ha una grande dimensione può essere un business redditizio per l'entità. È redditizio", dice la business school.

Il costo marginale di gestione di questi prodotti è molto basso. "Prendiamo l'esempio di un asset manager con un fondo di 50 milioni di Euro che applica una commissione annuale dello 0,5%. L'entità intasca 250.000 Euro all'anno. La somma dei costi di revisione, del compenso al regolatore e del personale (nel caso delle case di gestione si tratta solitamente di professionisti che si occupano di più prodotti) difficilmente supererebbe i 100.000 Euro all'anno. Il prodotto è redditizio per l'entità. E' necessario ristrutturare l'offerta e fondere i fondi, ma questo non viene fatto. E questo è uno dei motivi principali per cui rimangono aperti.

Tuttavia, questo non è l'unico motivo che spiegherebbe l'alto tasso di sopravvivenza in Europa di fondi con un patrimonio scarso. Come sottolinea Philip Kalus, CEO di Accelerando Associates, le ragioni possono essere molto complesse e diverse.

"Chiuderli può essere un compito operativo molto complicato. Coinvolge molti stakeholder e, per le entità più piccole, può essere un vero e proprio mal di testa. Il suo mantenimento può anche essere dovuto alla richiesta di un investitore chiave o ci possono anche essere fondi fratelli che il gestore lancia in specifiche regioni o canali. Per non parlare del fatto che questi possono essere prodotti che funzionano come un laboratorio per nuove idee, processi o gestori", sottolinea.

Per questo motivo, Kalus rompe il preconcetto secondo cui mantenere aperto un fondo a basso capitale è, di per sé, una brutta cosa. "Se l'alpha è soddisfacente per i partecipanti, non c'è niente di male nel continuare a commercializzare un prodotto che ha una base di attività molto piccola. I giudizi sul concetto di strategia e sul potenziale di longevità devono essere espressi caso per caso. Tuttavia, la chiusura di strategie il cui quadro e la cui base di attività non forniscono risultati redditizi è vitale per il gestore per mantenere la sua credibilità. Per questo motivo i gestori di fondi (soprattutto quelli più grandi) stanno diventando sempre più veloci ad adeguare le loro gamme e ritirare i prodotti più piccoli dall'offerta", conclude.  

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