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Perché l’asset allocation strategica è prioritaria


Contributo a cura di Simone Rosti, responsabile per l'Italia di Vanguard.

Il panorama degli investimenti di oggi è, per certi versi, quasi irriconoscibile rispetto a quanto vissuto dagli investitori di 30 o 40 anni fa. I tassi di interesse in molti mercati sviluppati erano tipicamente molto più alti di quanto lo siano oggi, con i tassi statunitensi ben oltre il 15% nei primi anni Ottanta. In Europa, poi, pochissimi investitori privati avevano accesso a investimenti indicizzati a basso costo. E il primo fondo quotato in borsa del mondo (ETF) non sarebbe stato creato fino al decennio successivo.

Ma alcuni aspetti dell'investimento non sono cambiati così tanto. Da un lato, l'impatto dei costi sul successo a lungo termine degli investimenti è importante ora come allora. Dall’altro, l’asset allocation strategica è un  fattore che già negli anni '80 dimostrò di essere cruciale per il rendimento degli investitori.

Asset Allocation più importante che mai

Nell'ambito della nostra ricerca, abbiamo analizzato oltre duemilacinquecento fondi comuni di investimento bilanciati ampiamente diversificati in Usa, Regno Unito, Canada, Australia e Giappone su un periodo di 15 anni. E i risultati confermano la conclusione della ricerca del 1986: l'asset allocation strategica è importante per i rendimenti oggi come allora.

Dopo aver analizzato 709 fondi bilanciati, abbiamo scoperto che negli Stati Uniti il 91,1% della variazione del rendimento effettivo di un fondo si spiega con l'asset allocation strategica del fondo. Nel Regno Unito, dei 743 fondi bilanciati esaminati, l'80,5% della variazione di rendimento di un fondo proviene dall'asset allocation strategica. Come si può vedere dal grafico, le percentuali sono elevate anche in altri mercati sviluppati. 

Vanguard Politica

La ricerca conferma le nostre precedenti conclusioni secondo cui, nel tempo e in media, la maggior parte della variabilità di rendimento di un portafoglio ampiamente diversificato che opera con un market timing limitato deriva dalla sottostante asset allocation statica.

Quindi, mentre alcuni investitori potrebbero essere in difficoltà a causa di decisioni di investimento attive, come il market timing e la selezione dei titoli come primo passo nell'investimento, queste hanno in realtà un impatto relativamente limitato sulla variabilità del rendimento nel tempo.

Partire dal quadro generale

Ciò non vuol dire che non c'è posto per una gestione attiva in questo contesto. I nostri risultati supportano l'opinione che la gestione attiva può creare l'opportunità per un portafoglio di sovraperformare il mercato.

Tuttavia, nella costruzione dei portafogli, gli indici globali ponderati per la capitalizzazione di mercato sono un valido punto di partenza per tutti gli investitori. Quando si decide quali investimenti effettuare, è utile fare un passo indietro e iniziare con il quadro generale, non con i dettagli.

Il processo di costruzione del portafoglio dovrebbe iniziare con la scelta della politica di allocazione degli investimenti. Dopo averlo definito, è possibile determinare la strategia per l'attuazione delle scelte di investimento, in base alle aspettative di rischio/rendimento. Ciò potrebbe includere i fondi a gestione attiva.

Alcune cose non cambiano

Alcuni aspetti nel mondo degli investimenti si sono evoluti a partire dagli anni '80 e molti degli sviluppi del settore hanno avvantaggiato gli investitori. Ad esempio, oggi quest’ultimi in generale godono di una maggiore trasparenza sulle commissioni. Molti investitori che tradizionalmente preferivano investire su singole azioni e in fondi comuni d'investimento ad alto costo si stanno ora orientando verso ETF e fondi indicizzati a basso costo.

Ma altri aspetti sono rimasti gli stessi. La nostra analisi ha confermato le conclusioni di ricerche e studi accademici precedenti, secondo cui l'asset allocation strategica determina gran parte della variabilità del rendimento di un fondo. E questo rafforza l’assunto in base al quale la decisione di asset allocation rappresenta l’elemento centrale del processo di investimento.

Naturalmente, l'asset allocation varia in base alla situazione finanziaria, agli obiettivi e alla propensione al rischio, che caratterizzano il singolo investitore. Ma il modo in cui ripartire il portafoglio tra le varie classi di attivi dovrebbe essere una delle prime cose da considerare dopo aver stabilito l’obiettivo di investimento e l'orizzonte temporale. È proprio questo che ha l'effetto maggiore sul modo in cui il portafoglio si comporterà.

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