Perché l’approccio long/short esalta l’investimento nel settore tecnologico


Tecnologia, media e telecomunicazioni sono chiaramente uno dei mega trend secolari che interessano società e mondo economico-finanziario determinando cambiamenti dirompenti. Riuscire ad interpretare la disruption in corso e trasformarla in un tema investibile è un compito non semplice su cui si stanno adoperando ormai da tempo moltissimi operatori di mercato. Tra i prodotti lanciati in tempi più recenti che si distinguno per originalità di approccio troviamo il fondo U Access (IRL) Shannon River UCITS nato dalla collaborazione tra Union Bancaire Privée (UBP) e Shannon River Capital Management e disponibile per gli investitori italiani solo sulla piattaforma UBP Alternative Investment Solutions.

Il prodotto ha iniziato il suo camino lo scorso ottobre ed ha dunque vissuti solo qualche mese di quiete prima di affrontare uno dei periodi più complessi di sempre per il mercati finanziari. La profonda correzione legata alla diffusione del virus Covid-19 ha rappresentato un banco di prova estremamente importante per la strategia in termini di resilienza, sia relativamente al settore su cui investe sia riguardo i peculiari meccanismi di gestione costruiti dal team di investimento.

“Nel primo trimestre 2020, le azioni small-mid cap USA (a cui il prodotto è sposto in modo significativo, ndr) sono scese di oltre il -30%, mentre il fondo è cresciuto del +3,71% YTD, al netto delle commissioni (classe C, USD).  Considerando il fatto che il fondo è sempre gestito con posizioni lunghe nette e che molti titoli del nostro universo di investimento sono scesi di oltre il 40% questo mese, riteniamo che la strategia abbia soddisfatto o superato le aspettative, fino ad ora”, spiegano Spencer Waxman, founder e CIO di Shannon River e Fredrik Langenskiöld, senior investment specialist Alternatives di Union Bancaire Privée (UBP).

Concentrazione e approccio long/short

Il fondo U Access (IRL) Shannon River UCITS si concentra su un universo di società che attirano meno l’attenzione rispetto ai soliti colossi del settore tecnologico, ma che operano negli ambiti interessati da radicali cambiamenti tecnologici, tra cui la proprietà intellettuale, il software, i media, l’intrattenimento, le apparecchiature, la connettività e la logistica. All’interno di questi ambiti, il fondo ricerca società sottovalutate con pricing interessanti, che possono potenzialmente beneficiare di opportunità a lungo termine. La strategia utilizza un approccio fondamentale mentre la ricerca è fondata su due pilastri, ossia l’innovazione tecnologica e il comportamento dei consumatori.

“La velocità dei cambiamenti e la disruption, e la natura di per sé espansionistica del campo tecnologico, lo rendono un universo ideale per le strategie azionarie long/short. Investiamo in tutte le capitalizzazioni di mercato, ma le aziende con capitalizzazione tra 1 e 10 miliardi di dollari (small e mid cap) hanno maggiori probabilità di soddisfare i nostri criteri di investimento a causa delle inefficienze create dalla sottile copertura del sell-side”, spiegano inoltre Waxman e Langenskiöld. “Un portafoglio tipico per noi”, entrano ulteriormente nel dettaglio, “è costituito da circa 20 posizioni lunghe e 20-30 posizioni corte”. “Le posizioni long della top holding sono tipicamente del 6-8%, mentre quelle short sono più piccole, generalmente dell'1-3%. Puntiamo a costruire un portafoglio eclettico basato su situazioni specifiche delle aziende, naturalmente diversificato dal punto di vista settoriale e dei fattori”, completano.

Gestione del rischio tra particolare e universale

Il tema della resilienza alle fasi di volatilità dei mercati non si esaurisce ovviamente con la risposta e il comportamento avuto nel corso dei mesi di febbraio e marzo dell’anno in corso. “Il nostro stile di investimento è la prima linea di difesa nella gestione del rischio”, sottolineano , il founder e CIO di Shannon River e il senior investment specialist – Alternatives di UBP. “Ci orientiamo”, proseguono, “verso quelle società che riteniamo essere state temporaneamente incomprese o ignorate. Dedichiamo molto tempo alla valutazione di eventuali scenari di ribassi, e moduliamo le nostre posizioni rispetto a una soglia massima di perdita di 150 punti base su ogni singolo titolo. A livello di portafoglio, in genere inizieremo a ridurre l'esposizione lorda e netta quando supereremo le soglie di perdita (5%, 10% ecc.). La gestione del rischio è semplice e abbiamo un lungo track record nella gestione del capitale durante le fasi di crisi”.

Un ulteriore fattore di protezione è dato dalla scelta operata a monte sulla tematica di investimento e sulla valutazione nel medio e lungo periodo della stessa. “I trend tecnologici a lungo termine alla base della nostra strategia continueranno ad accelerare, e alcuni potrebbero avere una maggior spinta per i cambiamenti indotti da questa crisi”, fanno notare gli esperti. “Tra questi ad esempio: i pagamenti digitali, l'e-commerce, la banda larga, i media, il telelavoro e l'e-learning, i contenuti digitali, la sicurezza e l'adozione di software. Manteniamo un focus sul dominio della proprietà intellettuale. Ci aspettiamo inoltre che le dimensioni del nostro universo continuino a espandersi con l’estendersi dell'innovazione tecnologica a settori tipici della "old economy" come energia e industrials”, concludono.  

Professionisti
Società

Notizie correlate

Anterior 1 2 Siguiente