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Perché il 2018 potrebbe essere l'anno degli SRI


La finanza SRI è entrata di diritto anche nel mercato italiano. Lo rivelano i numeri dell’industria dell’asset management, le performance, ma anche il fatto che il settore ha ormai ampliato le opportunità e le strategie della finanza tradizionale. Secondo i dati dell’Osservatorio SRI 2017, realizzato da EticaNews, il mercato italiano vede oggi 45 società di gestione con un’offerta di 457 fondi in 178 comparti. La premessa all’analisi dei dati riprende l’identificazione di una data chiave per la finanza responsabile: la crisi del 2007. “Da quel momento in poi la percezione che la finanza dovesse virare sulla sostenibilità ha fatto un salto in avanti”, commenta Fabrizio Guidoni, responsabile dello studio. Proprio nei due lustri successivi all’ultima crisi finanziaria si sono contati 369 nuovi fondi sostenibili nel nostro Paese.

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Secondo l'Osservatorio i fondi etici distribuiti in Italia, considerando le diverse classi retail e istituzionali, possono suddividersi in categorie specifiche, come in questa tabella:

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Il ruolo della consulenza

La fine del 2017 si è chiusa perciò con segnali importanti per la sostenibilità. Dopo un anno che ha registrato una evidente accelerazione sull’intero fronte sostenibile, il 2018 parte adesso con auspici forse anche più importanti. Lo conferma anche il direttore della ricerca sugli investimenti sostenibili di Morningstar Jon Hale, secondo il quale quest’anno chiari trend legati alle tematiche ESG saranno all’ordine del giorno. Prima tra tutti la tendenza legata al rischio climatico. “Sempre più investitori stanno prendendo consapevolezza dell’importanza di conoscere il rischio climatico a cui un’azienda dovrebbe potenzialmente far fronte. Di recente, ad esempio, abbiamo visto un gruppo di investitori che si definiscono Climate Action 100 affermare che nel 2018 si concentreranno sulle 100 aziende con le più alte emissioni di carbonio a livello globale con l’impegno di convincerle a divulgare più dettagliatamente quali siano i rischi derivanti dai cambiamenti climatici sui loro affari”, spiega l’esperto. “Penso che questo sia indicativo di una maggiore consapevolezza da parte degli investitori”. E non solo.

Per Hale quest’anno un passo decisivo per la diffusione capillare della finanza sostenibile spetta al ruolo dei consulenti finanziari.  All’edizione del Salone dello SRI 2017 , un sondaggio presentato insieme all’Anasf su un campione di circa 600 iscritti, evidenzia maggiore consapevolezza e quindi conoscenza da parte dei consulenti. Dal sondaggio è emerso che per i consulenti i prodotti SRI possono favorire la transizione del portafoglio in chiave MiFID almeno sotto tre aspetti: in termini di differenziazione e product governance (entrambe per il 29% delle risposte) e in termini di trasparenza (al 23%). Si alzano anche le aspettative e, dunque, le richieste alla Rete da parte dei clienti.

“È qualcosa che aspettiamo da tempo e ci sono diversi indizi che ci fanno pensare che sia realistico aspettarsi un numero crescente di consulenti finanziari che incorporano le tematiche ESG nelle loro pratiche”, fa notare Jon Hale. Il direttore della ricerca sugli investimenti sostenibili di Morningstar individua almeno tre importanti indizi a riguardo.  “Il primo: i sondaggi tra gli investitori dimostrano come negli ultimi tre, quattro, cinque anni sia costantemente cresciuto l’interesse verso questo tipo di approccio all'investimento. In particolare sono i giovani risparmiatori, i Millennial e le donne, ma recentemente l’interesse verso gli investimenti sostenibili è salito anche tra i Baby Boomer. Credo dunque che questa tendenza sia destinata a consolidarsi nei prossimi anni. Il secondo: è salito il numero dei prodotti disponibili sul mercato. Solo negli ultimi due anni, infatti, sono stati lanciati oltre 70 nuovi strumenti, tra fondi comuni di investimento ed ETF, che incorporano le tematiche ESG nel loro processo di investimento. Dunque, ci sono più soluzioni sul mercato a disposizione dei consulenti. Infine, ci sono anche maggiori strumenti di ricerca a loro disposizione. Da ormai due anni c’è il Morningstar Globe Rating e il prossimo anno proporremo altri strumenti al servizio dei consulenti. Questo, a nostro avviso, aumenta la presa delle tematiche ESG tra i consulenti”, conclude Hale.

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