Perchè evitare i titoli in dollari statunitensi


Le banche centrali continuano con la loro politica monetaria espansiva.

Attualmente molti osservatori e analisti sostengono che stiamo andando incontro a una recessione, ma è davvero così? Secondo Frank Lipowski, portfolio manager di Flossbach von Storch - Bond Opportunities, fondo Consistente Funds People 2019, non è il caso di esagerare. “Naturalmente non abbiamo la sfera di cristallo, ma riteniamo che pur essendoci alcuni segnali di un prossimo rallentamento nella crescita, per ora non siamo prossimi a un brusco crollo”. Dopo mesi turbolenti, sui mercati obbligazionari sembra tornare la calma.

Government Bond

Alla fine dell'anno l'umore era pessimo, molto peggiore di quanto suggerissero i dati macro economici. I tassi di interesse sui titoli investment grade, come i titoli di Stato tedeschi o Statunitensi, sono scesi a livelli minimi. Negli Stati Uniti, la Fed ha messo in pausa il piano di inasprimento dei tassi d'interesse, mentre la BCE è rimasta fedele alla sua pluriennale politica monetaria espansiva e ha escluso, all’inizio di marzo, aumenti dei tassi di interesse per il 2019. Le banche riceveranno prestiti a basso costo con un volume di centinaia di miliardi di euro, nei prossimi anni.

“Annunci di questo tipo hanno sedato il mercato, con il risultato che, oltre ai tassi di interesse, è scesa a minimi senza precedenti anche la volatilità sui mercati obbligazionari. Gli investitori hanno capitolato”, spiega il gestore. “Non solo i tassi di interesse sono bassi, ma quasi nessuno si aspetta più un aumento significativo. Già da molto tempo riteniamo che i tassi d’interesse non aumenteranno più in maniera significativa. In ogni caso al momento restiamo prudenti, perché può esserci il rischio di una correzione. Non ci aspettiamo un’inversione di tendenza dei tassi di interesse duratura, ma la noncuranza del mercato rispetto alle possibili fluttuazioni dei prezzi ci sembra un po' troppo superficiale”.

Corporate bond

Alla fine del 2018 gli spread creditizi sulle obbligazioni di società emittenti solide sono aumentati notevolmente, senza che la probabilità di default cambiasse in modo significativo. Si è verificato un sell-off da parte degli operatori che, un anno fa, volevano limitare le loro perdite. All'inizio dell'anno la tendenza si è invertita, con una performance soddisfacente. Siamo entrati nella fase di correzione con una liquidità di quasi il 20%, mentre a fine anno il portafoglio era quasi interamente investito. “In questo modo siamo stati in grado di trarre beneficio dal rally. Da fine gennaio abbiamo realizzato utili in diverse fasi e aumentato nuovamente la nostra posizione di liquidità. Tempi favorevoli per gli investitori anticiclici”, spiega. 

Perchè evitare i titoli in dollari statunitensi

Il Flossbach von Storch - Bond Opportunities è un fondo obbligazionario puro, che dovrebbe assumersi rischi di cambio solo in misura limitata. “Per questa ragione, includiamo i costi di copertura in tutte le nostre decisioni. E questo è il motivo per cui gli investimenti in valuta estera al momento sono per noi di scarso interesse”, spiega il gestore. “Se si tiene in considerazione l'attuale premio di circa il 3% per la copertura valutaria, il rendimento dei titoli di Stato USA è notevolmente inferiore a quello dei titoli di Stato tedeschi. Siamo un gestore di fondi d'investimento a livello globale, ma i nostri clienti vivono in Europa. Per questo motivo pensiamo sempre in termini di rendimenti potenziali per gli investitori della zona Euro”.

Il gestore sebbene abbia deciso di investire in Euro, non investe solo in società europee: “Negli Stati Uniti ci sono aziende interessanti che emettono obbligazioni sul mercato europeo a condizioni molto allettanti. Quindi, stiamo diversificando i nostri investimenti. La diversificazione, e quindi la distribuzione degli attivi tra i diversi segmenti obbligazionari, settori e qualità del credito è uno dei pilastri più importanti della nostra strategia d'investimento”. 

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