Per un pugno di dollari


Commento a cura di Francesca Cerminara, responsabile bond e valute di Zenit SGR.

La tematica del tasso di cambio ritorna predominante da settembre del 2017, dopo che da aprile il cambio euro-dollaro si era apprezzato del 13%

Oltre alle dichiarazioni del presidente Draghi durante il Governing Council del 7 settembre anche Benoit Coeure interviene per chiarire come gli impatti dei movimenti valutari si siano profondamenti modificati nel corso del tempo. La capacità del cambio di trasmettere la politica monetaria si è ridotta sia per effetti strutturali come l’integrazione del commercio globale, la composizione delle importazioni e la catena del valore, che per ragioni cicliche, infatti gli esportatori prezzano i loro prodotti in base alle aspettative sui costi marginali e sulla domanda futura, fortemente condizionata dagli shock che colpiscono l’economia.

I movimenti del cambio rispondono quindi a cambiamenti nella domanda, nell’offerta e nelle dinamiche di politica monetaria. Le evidenze del paper fin qui discusso (The transmission of Ecb’s monetary policy in standard and non standard times) direbbero che negli ultimi 20 anni circa il 40% del tasso di cambio euro-dollaro è dovuto a fattore puramente esogeni (istogramma giallo)

La forza del movimento dipende quindi principalmente dallo stato dell’economia. Ed è proprio sul beneficio che i recenti movimenti valutari hanno apportato agli Stati Uniti che è intervenuto Steve Mnuchin, segretario al Tesoro: "Weaker dollar is good for trade".

Debolezza che non si scarica solo sulla moneta unica, ma anche sulle altre principali valute.

Philip Hammond "is very happy where the pound is now" . Le parole del cancelliere esprimono la visione che il pound forte possa domare l’inflazione e aiutare la dinamica dei salari reali. Situazione ben diversa  dei paesi dell’aerea Euro.

Negli ultimi 5 mesi l’euro si è rafforzato di un ulteriore 3.5%

E’ innegabile che il cambio sia uno strumento fondamentale per la salute delle economie e per l’efficacia delle politiche monetarie, e se per molti Paesi i recenti movimenti stanno esattamente andando verso la direzione desiderabile, per l’euro questo non è altrettanto vero. Dopo tante dichiarazioni manca all’appello la voce dell’euro, visto che sul fronte delle politiche monetarie non si prevedono novità.

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