Per BlackRock è giunto il momento di ‘Fly to quality’


Blackrock si sta preparando ad un cambio regime nei mercati finanziari, cercando di rendere i portafogli più robusti. Ciò significa, non tanto modificare l’asset allocation, quanto migliorare la qualità complessiva degli investimenti.

Bruno Rovelli, chief investment strategist di BlackRock Italia spiega le motivazioni di questa rotta verso la qualità dei portafogli. “Abbiamo individuato principalmente tre temi chiave che hanno determinato l’attuale livello di incertezza: la politica fiscale americana diventata espansiva in ritardo rispetto al ciclo economico, l’attuazione di una politica monetaria restrittiva da parte della Fed dopo più di 10 anni e la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina” commenta Rovelli. Lo strategist aggiunge che “i mercati dove sono presenti delle debolezze a livello di fondamentali, tendono ad essere colpiti maggiormente (vedasi Turchia e Argentina per esempio), ma la violenza delle reazioni è funzione del fatto che le condizioni finanziarie si stanno restringendo a causa della Fed”.

L’esperto chiarisce che “per costruire portafogli di alta qualità, sul lato obbligazionario, si preferiscono titoli investment grade rispetto agli high yield, invece lato azionario, si passa da un approccio in cui si è più esposti alla componente più ciclica ad uno in cui si è esposti a titoli con bilanci più solidi e meno soggetti ad un potenziale ulteriore restingimento della politica monetaria americana”.

Rovelli sostiene che “a livello globale la crescita sia solida, ciò viene confermato anche dal loro indicatore proprietario G7 MacroGPS sulla crescita economica dei Paesi del G7”.

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Fonte: Blackrock Investment Institute e Consensus Economics, 01/06/2018.

“Dall’estate 2016 si è assistito ad una accelerazione della crescita economica oltre le aspettative e i mercati, da allora, sono stati sistematicamente sopresi. Oggi la crescita economica continua ad esserci, ma non accelera più, questa però è una differenza sostanziale, perchè i mercati sono più sensibili al fatto che la crescita stia accelerando o meno, anziché considerare una crescita alta o bassa” sottolinea Rovelli. Dunque “ci troviamo in una fase in cui la mancata direzionalità dei tassi di crescita, corrisponde ad una mancata direzionalità sui mercati finanziari”.

Con riferimento alla guerra commerciale tra USA e Cina, l’esperto dichiara inoltre che “è in atto la più grande modifica degli accordi commerciali dopo gli anni '30 e che si stanno buttando ‘granelli di sabbia’ nel meccanismo di funzionamento del commercio internazionale, minacciando così l’ordine commerciale globale”.

Rovelli evidenzia anche un altro aspetto fondamentale, la dispersione della crescita economica sulla base della distribuzione delle previsioni di crescita a due anni del Pil statunitense.  “Nel 2017 non si è registrata una particolare dispersione sulle aspettative di crescita, a differenza del 2018 in cui si è rilevata una maggiore probabilità di avere sorprese negative sul ciclo economico”.

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Fonte: Blackrock Investment Institute, giugno 2018.

Lo strategist aggiunge inoltre che “dal 2008 si è manifestato un persistente timore di deflazione, rischio che oggi non esiste, in particolare date le pressioni a rialzo dell’inflazione statunitense. Ciò significa che le banche centrali sono meno disposte ad intervenire a supporto dei mercati e l’economia”.

Il portafoglio ideale

La view di BlackRock si traduce in una tipologia di portafoglio ben definita. Rimangono neutrali sul credito USA, tuttavia prediligono i titoli investment grade rispetto l’high yield perchè per la prima volta dalla crisi è possibile comprare titoli a basso rischio con rendimenti superiori all’inflazione. Neutrali anche su debito emergente, con preferenza per il credito investment grade asiatico;  rimangono cauti invece su governativi USA e credito europeo. Sul mondo azionario invece sono positivi sulle azioni globali, escludendo i titoli ciclici e favorendo invece quelli value, cioè con bilanci solidi. Settorialmente sono sovraesposti su tecnologia e finanziari, che godono sia del momentum degli utili che della qualità di valore. A livello geografico sono long sulle azioni statunitensi, per la politica fiscale e la forte crescita degli utili e sugli emergenti (Asia e India soprattutto) che beneficiano di riforme strutturali, ripresa economica e miglioramento dei fondamentali aziendali.

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