Pepp verso il regolamento definitivo


Costi minori e maggiore concorrenza. Sono alcuni dei vantaggi dei nuovi prodotti pensionistici individuali denominati PEPP (Pan-european personal pension) lanciati dalla Commissione Europea. Lo scorso 29 giugno, a conclusione di un percorso di elaborazione durato circa tre anni, la Commissione ha presentato la sua proposta di regolamento del prodotto pensionistico integrativo paneuropeo che dovrebbe vedere luce entro la fine di quest'anno. Tra la fine del mese di agosto e l’inizio di settembre il voto spetterà alla commissione per i problemi economici e monetari (ECON) del Parlamento europeo per poi passare all’Assemblea plenaria. I triloghi cominceranno, verosimilmente, dopo l’estate.

Come spiegano da Assogestioni, già dalla lettura del testo di compromesso del Consiglio è possibile individuare le tematiche che si stanno maggiormente dibattendo e cogliere la direzione verso cui si sta puntando nella formulazione del testo di Regolamento definitivo.

"Un primo tema rilevante riguarda il ruolo dell’EIOPA nel processo di autorizzazione dei PEPP. Mentre la Commissione attribuiva all’Autorità europea un ruolo preminente, questo viene fortemente ridimensionato dal Consiglio, che attribuisce alle Autorità nazionali la competenza sulla verifica del rispetto dei requisiti regolamentari. All’EIOPA sarebbe rimessa, in tal modo, la sola tenuta di un registro centrale nel quale registrare i PEPPs la cui regolarità sia già stata verificata a livello nazionale", dicono dall'associazione di categoria.

Altro tema fortemente dibattuto riguarda l’inclusione degli IORPs tra i soggetti che possono essere annoverati tra i provider del PEPP. "Mentre la Commissione europea non pone vincoli agli IORPs che intendano accedere al mercato dei prodotti pensionistici individuali, il Consiglio ritiene necessario chiarire che tale possibilità dovrebbe essere concessa solo là dove lo IORP sia autorizzato, nel proprio Stato membro, a offrire prodotti pensionistici individuali e sia assicurata adeguata separazione tra le attività e le passività riconducibili al PEPP e quelle dello IORP", continua Assogestioni.

Regole più stringenti sono state introdotte dal Consiglio anche con riferimento alla consulenza e alle norme sulla vendita dei PEPPs: nel testo di compromesso si esclude, infatti, la vendita dei PEPPs in regime di execution only anche quando lo stesso presenti caratteristiche di non complessità. Elementi di maggiore flessibilità sono, invece, rinvenibili nel testo di compromesso con riferimento alla portabilità e, in particolare, all’istituzione di comparti nazionali che consentano al risparmiatore di continuare a contribuire nel PEPP anche nelle ipotesi in cui modifichi il proprio Stato di residenza, senza che siano applicati costi o commissioni.

"Da ultimo si segnala come il testo di compromesso proponga di chiarire che l’opzione di default possa prendere la forma di una strategia di investimento finalizzata a preservare l’entità del capitale investito sulla base di una tecnica di mitigazione del rischio o, in alternativa, di una garanzia di restituzione del capitale. Si evidenzia, a tale proposito, come il Consiglio sembra aver accolto le istanze da più parti avanzate che richiedevano maggiore chiarezza sulla possibilità di strutturare l’opzione di investimento di default attraverso l’utilizzo di una strategia life-cycle" conclude Assogestioni.

 

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