Invesco Pan European High Income: bilancio del 2019 e aspettative per il 2020


Paul Read è un gestore abituato a dire quello che pensa. Nonostante si occupi in prima persona di obbligazionario, non sempre afferma che sia una buona opportunità di investimento. A volte le sue valutazioni sul comparto sono positive, altre volte lo sono meno. Ma una cosa è certa: quando non vede occasioni di rendimento all’orizzonte, preferisce la prudenza. Generalmente Read acquista quando i mercati subiscono forti correzioni e vende quando i prezzi sono alti. “A volte il nostro ruolo è di fornire liquidità ai mercati. Quando tutti vendono e gli investitori vanno nel panico, sfruttiamo le nostre riserve di liquidità per comprare, una strategia che spesso ci ha premiato", afferma il gestore.

Con questa strategia Read ha amministrato nell'ultimo trimestre del 2018 l'Invesco Pan European High Income, uno dei pochi fondi di investimento ad ottenere tutti e tre i rating Funds People, Consistente, Blockbuster e preferito dagli Analisti. Un gestore che ha dimostrato di saper operare quando i mercati sono caduti. Alla fine del mese di dicembre del 2019, la liquidità rappresentava l'8,5% in portafoglio. A marzo 2019 era scesa a livelli ancora inferiori (7,7%). Da quel momento in poi, con il rally dei mercati, la liquidità è aumentata, fino a chiudere l’anno a quota 15,2%, il doppio di nove mesi prima. Oggi il fondo ha quasi 1 miliardo di liquidità in portafoglio, in attesa di nuove opportunità sui radar del gestore: "Al momento, il punto di ingresso offerto dal mercato non è il migliore", ammette.

La strategia di mantenere delle posizioni forti di liquidità non risponde soltanto alle esigenze di cogliere opportunità sui mercati. Ma può servire anche nel caso in cui gli investitori richiedano del denaro: “Quando si verificano turbolenze sui mercati, vengono richiesti più rimborsi. È successo, ad esempio, nei primi mesi del 2019. In seguito la situazione è cambiata e sono arrivate nuove entrate. Un aspetto chiave è che questi movimenti non sbilancino complessivamente il portafoglio. Si tratta di un punto su cui prestiamo molta attenzione”.

La modulazione dei pesi in portafoglio in funzione del mercato non si applica esclusivamente alla liquidità, ma anche alla gestione del rischio di credito. Ad esempio, è quanto accade per il segmento high yield. Lo scorso anno il fondo era esposto all’alto rendimento per il 26,5%, mentre oggi lo è per il 22,9%. "Alcuni di questi titoli hanno dato risultati soddisfacenti, soprattutto in Italia", spiega.

Un comparto molto apprezzato da Read è costituito dagli emittenti europei in dollari. “Quando gli investitori statunitensi leggono sui media che ci sono problemi in Europa, vendono queste obbligazioni senza considerare i fondamentali economici. Abbiamo la nostra lista di aziende su cui puntiamo e viaggiamo spesso a New York per spiegare ai broker locali quali realtà siamo interessati ad acquistare. È un settore di mercato da cui abbiano avuto forti ricavi", rivela. Il suo approccio al mercato è di puro bond picking sul quale non sembrano influire in modo particolare i programmi di acquisto di obbligazioni della Banca centrale europea: "Il quantitative easing muove l'intero mercato e, molto spesso, queste informazioni sono già incluse nei prezzi”. 

Nel 2019, la scelta di acquistare quando i mercati sono scesi e di vendere quando sono risaliti si è dimostrata vincente: il fondo ha chiuso l’anno con un rendimento netto del 12,2%. “Dopo i buoni risultati dell'anno scorso, riteniamo che oggi sia importante gestire le aspettative dei clienti. Investiamo solo quando ci sono opportunità e nell’ultimo periodo abbiamo preferito restare in una posizione di rafforzamento dei benefici ottenuti. Oggi Read ritiene che le azioni europee, oggi, siano più interessanti del reddito fisso.

Strategia azionaria

A guidare la parte azionaria del fondo è Stephanie Butcher, che lo scorso ottobre è stata nominata direttore Investimenti  presso il centro di Henley. La responsabilità di Butcher nella gestione del fondo è di circa il 20% del portafoglio. La parte destinata all’equity è una posizione strategica, che subisce poche variazioni. Il gestore seleziona aziende con modelli di business di alta qualità, bassa leva finanziaria e buoni team manageriali, provvisti di una visione strategica per l'azienda.

“Puntiamo ad acquistare titoli ad un prezzo interessante, con un orientamento value. Molti investitori, ingannati dal prezzo, sono dubbiosi sullo stato di salute di queste aziende, e molti pensano che siano di bassa qualità. Ma se si considerano i primi 10 titoli in portafoglio, troviamo multinazionali come Sanofi, Roche, Total, Siemens e Novartis. Ovvero aziende di altissima qualità, con un business stabile e prospettive favorevoli. Una delle chiavi per noi sono i dividendi e la loro sostenibilità nel tempo. Per questo motivo puntiamo sulle compagnie che generano flussi di cassa oggi mantendo o migliorando tale caratteristica in futuro”, conclude Butcher.

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