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Parenti (Intermonte SIM): “Il denaro dormiente non può rendere”


Viviamo in una fase storica dove, mai come prima, fattori macro e geopolitici si influenzano vicendevolmente in maniera così profonda. Le tensioni commerciali tra USA e Cina e il loro impatto sulla crescita economica continuano a preoccupare i mercati, nonostante i recenti passi avanti fatti nelle negoziazioni. “Il sogno americano è svanito: le economie incentrate sui servizi non possono competere, in termini di crescita, con il processo di industrializzazione dei Paesi emergenti. E il modo scelto da Trump per contrastare questo fenomeno, il protezionismo, preoccupa i mercati finanziari”, commenta Gianluca Parenti, partner di Intermonte SIM.

L’esperto cita un recente report secondo cui “129 delle prime 500 aziende al mondo sono cinesi, contro 121 US. 20 anni fa la Cina aveva solo otto società fra le prime 500 al mondo”. I dati sono ancora più shoccanti se si guarda al settore bancario. “La top ten mondiale vede ai primi quattro posti banche cinesi. Dopo l’Industrial and Commercial Bank of China (ICBC), la China Construction Bank Corporation, e l’Agricultural Bank of China. Per arrivare a una banca cinese il cui nome non evochi industria, commercio, costruzioni, agricoltura, i settori che guidano la crescita di un’economia, bisogna arrivare alla quarta, la Bank of China Limited. Gli americani hanno solo due banche fra le prime 10, JP Morgan al sesto posto e Bank of America al nono. Nel 1999 le prime 8 banche del mondo erano made in US”.

Dove investire oggi
Secondo Parenti, la situazione di tassi negativi porta a scelte ‘digitali’: “O stai cash o assumi un orizzonte temporale dei tuoi investimenti di almeno medio-lungo periodo. Poiché anche i tassi a lunga non sono particolarmente interessanti, non resta che l’equity e l’immobiliare”, commenta. Per effetto della globalizzazione, però, nel mercato immobiliare si sta assistendo a una polarizzazione. “Sia a livello europeo sia domestico poche selezionate aree hanno e avranno prezzi e rendimenti immobiliari in salita, mentre le restanti aree rimarranno, nella migliore delle ipotesi, al palo. L’azionario è quindi l’asset class suggerita”, spiega.

La scarsa dimestichezza del risparmiatore italiano con questa tipologia di investimento spiega l’elevato livello di liquidità che registriamo oggi nel nostro Paese. E Parenti avverte: “L’eccesso di cash rappresenta il rischio principale per i portafogli degli investitori. Il denaro dormiente non può rendere”. Dove guardare, dunque? “Una opportunità per trovare rendimenti interessanti a 2/3 anni, sopportando un profilo di rischio più contenuto rispetto all’investimento diretto, è offerta dai Certificati”, suggerisce l’esperto di Intermonte SIM. “Questa tipologia di prodotto finanziario impacchetta strategie sofisticate su diversi sottostanti, riducendo il profilo di rischio e offrendo rendimenti interessanti a fronte, però, di ridotte possibilità di profitti qualora il sottostante performi molto bene”, spiega.

L’importanza della consulenza
“In un’economia matura e in un Paese demograficamente vecchio, la principale esigenza della clientela è la tutela del patrimonio”, ricorda Parenti. “Il risparmiatore italiano, però, era abituato anche ad arrotondare le proprie disponibilità con le cedole e oggi si sente, quindi, meno protetto. Il suo sogno sarebbe trovare soluzioni di investimento che siano in grado di ricreare quel feeling dei tempi passati. Ma questo è impossibile. L’esigenza principale quindi è educare il cliente e calarlo con ‘grazia’ nella nuova realtà”. Il ruolo del consulente diventa, dunque, fondamentale: la capacità di affiancare il cliente, una maggiore conoscenza dei mercati e delle svariate soluzioni d’investimento disponibili, e la padronanza di nuovi strumenti di comunicazione – dettata dal ricambio generazionale - saranno la chiave del suo successo, secondo Parenti.

“La cosa assolutamente da fare è scegliersi uno o più consulenti (a seconda delle proprie disponibilità) con attenzione, sulla base della loro capacità di trasferire conoscenze e soluzioni di investimento”, spiega l’esperto. “MIFID II non ha cambiato le regole del gioco, ma solo la trasparenza del mercato. L’investitore ha sempre pagato per il servizio ricevuto, probabilmente senza saperlo. Questa nuova consapevolezza non deve intimorirlo, ma dargli lo stimolo a scegliere il consulente con la massima attenzione”.

La cosa da non fare, ricorda Parenti, è mantenere un’asset allocation eccessivamente sbilanciata sulla liquidità. “Al di là del fatto che alcune banche hanno annunciato che elevati livelli di cash sul c/c avranno un costo, rendimenti obbligazionari molto contenuti richiedono una diversificazione e una programmazione dei propri investimenti ancora maggiore. Sicuramente il problema dei bassi rendimenti non si risolverà in un breve periodo e quindi rimanere liquidi non è una scelta ottimale”, conclude.

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