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Orientarsi nell’universo ESG: framework e oggettività


“Può esistere un rating pienamente oggettivo? Credo che questo sia molto difficile. Se analizziamo le agenzie di rating possiamo notare come questo non avvenga nemmeno per il credito societario o per quello governativo, anche se basato sugli stessi dati. L’applicazione della nostra capacità di giudizio è parte fondamentale della professione di specialisti dell’investimento”. Natalie Westerbarkey, head of EU Public Policy di Fidelity International, parte nella sua valutazione da un punto di vista che tende a ridimensionare le differenze tra investimento genericamente inteso e investimento ESG. L’allocazione, infatti, è conseguente ad un processo di selezione che è demandato al professionista responsabile. Non esistono etichette applicate ai titoli che investono ad esempio in robotica, così come non ne esistono per titoli value. Ci sono fattori comuni che aiutano ad orientarsi, ma la decisione finale è del gestore, così come del fund selector, in base a valutazioni complesse e orientate al futuro che non sempre, o meglio quasi mai, è possibile incasellare in rigidi schemi decisi a priori.

Guardare al futuro

Non è, sottolinea Westerbarkey, una questione di arbitrarietà ma di professionalità. “La sola selezione delle società che già soddisfano tutti i criteri ESG rischia di portare ad una definizione troppo stretta dell’universo di investimento e ad una approccio statico al tema della sostenibilità”, afferma. “L’aspetto di visione prospettica”, aggiunge, “è fondamentale nel momento in cui andiamo a investire su una società, e nel campo degli investimenti sostenibili ciò si lega in modo particolare al concetto di transizione”. Non è possibile, fa notare l’head of EU Public Policy di Fidelity International, “misurare numericamente” il commitment del direttivo di un’azienda in merito allo sviluppo degli obiettivi di sostenibilità.

Oltre la superficie

Ecco che i dati puri si scontrano con la necessità di profondità dell’analisi. Uno dei punti fondamentali emersi dalla tavola rotonda organizzata da Funds People è proprio la necessità di combinare oggettività e soggettività in un universo di investimento ancora in divenire. “Abbiamo creato un database interno che combina metriche provenienti da provider esterni con le nostre valutazioni”, dichiara Paolo Biamino, responsabile Strategie, Third Parties & Business di Euromobiliare Asset Management SGR, relativamente al principale tool in possesso dei portfolio manager della società su questo segmento. “Oggi abbiamo un solo fornitore di valutazioni di sostenibilità ma ogni valutazione è confrontata con il complesso di dati che costituisce il nostro database interno”, prosegue Biamino. “In particolare approfondiamo i casi di forte discrepanza tra il rating fornito dal provider esterno con quello in nostro possesso e conseguente alle indagini svolte precedentemente”, completa. La selezione avviene poi da parte di Euromobiliare SGR in modo canonico, escludendo l’ultimo quintile e mettendo sotto osservazione i casi di controversie.

“All’inizio del 2019 abbiamo presentato la nostra piattaforma ESG, che si caratterizza per la tecnologica ed innovativa infrastruttura basata su un nuovo approccio commerciale completamente differente”, commenta Andrea Florio, head of Market Intelligence di Banca Generali. “Siamo partiti circa due anni fa analizzando in profondità il cosidetto investment case ESG e cercando di capire da un lato il livello di penetrazione di questi criteri e strumenti all’interno della nostra offerta e dall’altro di costruire un ranking articolato per players con label ESG, competenze ed offerta caratterizzate da solido track record nella gestione di strategie sostenibili. Una volta maturata la nostra curva d’esperienza, abbiamo deciso di corredare l’incremento di offerta, sia in termini di Asset Manager con focus ESG che di prodotti, con un approccio commerciale nuovo basato sulla rilevazione del contributo positivo ai singoli Obittivi di Sviluppo Sostenibile definiti dalle Nazioni Unite e sulla relativa materializzazione dell’impatto. Ora dunque il livello di sostenibilità in termini di integrazione dei criteri ESG, solidità dei processi d’investimento e consistenza degli asset manager che compongono l’offerta, non solo rappresenta la base d’ingresso della nostra piattaforma ma si caratterizza per robustezza, indipendenza e unicità data dall’ausilio del modello proprietario del nostro partner MainStreet che conduce le analisi su ciascun OICR che la compone”, conclude.

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