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Occhio alla liquidità degli ETF


Gli etf vengono negoziati come semplici azioni, eppure quella che vediamo è solo una parte della liquidità realmente disponibile. Per comprenderne al meglio il funzionamento occorre sapere che esistono due strati distinti, quello del mercato secondario (borse valori e OTC) e quello del mercato primario (basket dei sottostanti).  “Non bisogna soffermarsi solo sui bisk-ask spread, AUM e la media giornaliera dei volumi scambiati. Un Etf agisce da ‘price discovery tools’, cioè quando il mercato del sottostante è chiuso, questo prodotto deve sempre e comunque avere un prezzo”, spiega Annacarla Dellepiane, head of ETF Capital Markets di Legal & General IM.

L’ETF Capital Markets assume un ruolo importantissimo nella negoziazione degli etf, perchè fornisce un supporto all’esecuzione delle trades, grazie ad una forte relazione con brokers e market makers favorisce un collegamento tra mercato primario e secondario e aiuta i clienti a raggiungere i loro obiettivi con le migliori quotazioni.

“È sempre possibile liquidare un Etf grazie agli authorised participants che consentono un vero e propria conessione tra mercato primario e secondario. Infatti se viene a mancare la liquidità sul mercato secondario è possibile ricreare l’unità dell’etf a partire da un paniere di sottostanti”, commenta la Dellepiane.

Ma se il sottostante non fosse liquido? Un etf si può comunque scambiare. “Quando non c’è liquidità sul mercato primario, lo scambio avviene tramite un broker senza negoziare i sottostanti. Ciò ovviamente comporta un costo maggiore per il cliente, per cui se non ci sono particolari esigenze, conviene sempre aspettare che il mercato torni liquido (che riapra per esempio). Ad ogni modo in qualsiasi momento è possibile scambiare un etf”, conclude l’esperta.           

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