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Navigare in acque turbolente con un 'fossato economico'


Analisi a cura di Salvatore Catalano, director international Business Development Italia, VanEck. Contenuto sponsorizzato.

Warren Buffett utilizzava la metafora dei 'fossati' (in inglese, 'moat') per descrivere i benefici economici di cui godono le imprese che sono riuscite a creare vantaggi sostenibili in grado di proteggere i loro utili e quote di mercato dalla concorrenza in un orizzonte di lungo periodo. Quanto più largo è il fossato, o vantaggio competitivo, tanto più queste aziende riescono a respingere gli 'attacchi' (la concorrenza) delle imprese rivali e fronteggiare le crisi economiche.

In genere, le società con fossati ampi presentano molte delle seguenti caratteristiche, se non tutte: attivi immateriali tra cui la notorietà del marchio e i brevetti, effetti rete che aumentano il valore di un prodotto o servizio di pari passo con l'espansione della base di utenti, vantaggi di costo che consentono di produrre o acquistare merci a costi inferiori a svantaggio della potenziale concorrenza, efficienze di scala che scoraggiano altri potenziali rivali dall'entrare nel segmento in cui opera la società in questione e costi di transizione che bloccano i clienti all'interno dell'ecosistema esclusivo di un'impresa e rendono costoso uscirne.

La capacità di tali società di prosperare in condizioni difficili e generare comunque un notevole apprezzamento del capitale nel lungo termine è stata dimostrata di recente nel periodo compreso tra il 2018 e gran parte del 2019, quando il mercato complessivo ha registrato rialzi consistenti, ma anche ribassi significativi che sono stati assorbiti meglio dalle aziende con fossati ampi.

Ad agosto 2018 il mercato nel suo complesso ha raggiunto un importante traguardo quando ha registrato ufficialmente il rialzo più lungo della storia, dopo aver già mostrato una dinamica molto vigorosa nei primi tre trimestri del 2018. Il VanEck Vectors Morningstar US Wide Moat UCITS ETF (ticker: MOAT) è riuscito a stare al passo con l'andamento brillante del mercato, partecipando a questo ciclo rialzista senza precedenti.

La corsa al rialzo del mercato è stata assolutamente straordinaria e ha favorito la generazione di rendimenti robusti su base generalizzata, ma è stata trainata in larga misura dai titoli FAANG (Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google) e da altre azioni tecnologiche, che il MOAT ha sottopesato per gran parte dell'anno a causa delle loro valutazioni eccessive. Con l'avvio della fase di vendite del quarto trimestre 2018, i titoli FAANG hanno perso complessivamente circa il 20 percento del proprio valore, mentre le perdite del MOAT sono state più modeste grazie proprio alla sua sottoponderazione.

In altri termini, i sottopesi assunti dal MOAT in questo periodo di turbolenza dei mercati sono da ascrivere prevalentemente alla sua metodologia esclusiva. Storicamente, l'indice del MOAT (il Morningstar Wide Moat Focus Index) ha generato eccellenti rendimenti relativi, determinati non da allocazioni settoriali o fattoriali, bensì da un efficiente processo di selezione dei titoli. Innanzitutto, l'indice effettua uno screening di 1500 azioni globali coperte dagli oltre 100 analisti del team di ricerca azionaria di Morningstar, sul cui lavoro si basano 200 gestori patrimoniali e 75.000 consulenti finanziari.

Vengono così individuate all'incirca 140 società che possiedono le caratteristiche più marcate in termini di 'fossato'; queste sono poi passate nuovamente al vaglio seguendo il criterio delle valutazioni convenienti, ossia in base al rapporto prezzo di mercato/prezzo al "fair value". L'attenzione posta da Morningstar sulle valutazioni convenienti dovrebbe portare a un'ulteriore sottoesposizione nei confronti di molte azioni che si muovono "ad alta quota" (per es. le FAANG) e che in genere tornano con i piedi per terra nelle fasi di ribasso dei mercati che si verificano durante le "tempeste" finanziarie. Il risultato è l'indice Morningstar Wide Moat Focus, composto da 40-80 società potenzialmente di elevata qualità, che al momento dell'inserimento nell'indice offrono vantaggi competitivi spiccati e durevoli abbinati a valutazioni convenienti.

La focalizzazione sulla selezione dei titoli a cura di analisti esperti ha continuato a produrre risultati e sovraperformance, anche nel contesto di un rialzo generalizzato del mercato. Sebbene l'S&P 500 abbia conseguito una performance vigorosa a settembre 2019, nello stesso periodo il MOAT ha reso circa il doppio del mercato statunitense complessivo. Dal 14 febbraio 2007, l'indice S&P 500 ha generato un rendimento complessivo del 167,2% contro il 308,9% dell'indice MOAT, che quindi supera di oltre 141 punti percentuali l'S&P 500 (al 30 settembre 2019). Tale sovraperformance è quasi interamente riconducibile alla selezione dei titoli in pressoché tutti i settori di mercato. Individuando società quotate al fair value e con fossati economici sostenibili, il VanEck Vectors Morningstar US Wide Moat UCITS ETF (ticker: MOAT) può aiutare gli investitori a navigare in acque economiche turbolente.

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