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Nascimbene (Ersel): “Torniamo a puntare su società a media e piccola capitalizzazione”


Nel corso dell’ultimo mese abbiamo assistito a due episodi positivi per i mercati finanziari: l’accordo, seppur parziale, tra Stati Uniti e Cina sulla questione dazi, e l’avvicinarsi di un’intesa sulla Brexit che ha tolto dal tavolo l’ipotesi di un’uscita senza accordo della Gran Bretagna dalla comunità europea. In questo contesto i mercati finanziari si sono portati sui massimi assoluti e il listino azionario italiano è stato uno dei migliori.

Restano tuttavia delle incertezze sia riguardo al rallentamento dell’economia, registratosi un po’ ovunque, sia sulle prossime puntate delle negoziazioni fra Cina e Stati Uniti, previste per la seconda parte dell’anno. In ogni caso, gli investitori attendono i risultati delle trimestrali con maggiore ottimismo e si punta di nuovo a costruire delle posizioni di investimento per lo meno di medio termine. In virtù di quanto detto, Marco Nascimbene, gestore del team investimenti equity Italia di Ersel AM SGR, offre la view della società sul comparto azionario domestico.

“Nel caso specifico del mercato azionario italiano siamo più positivi sui settori finanziari e bancario, dove è vero che restano molti dubbi sulla tenuta dei ricavi, ma si vedono gli effetti positivi dello stringimento dello spread BTP-Bund e si inizia a parlare nuovamente di aggregazione all’interno del settore”, commenta. 

Sempre sui settori finanziari, la società mantiene una posizione molto positiva anche sul settore del risparmio gestito “che sta portando a casa dei buoni risultati sia a livello di masse che di commissioni”, ricorda Nascimbene. Stesso discorso per i servizi finanziari dove il mercato dei NPL è sempre molto ‘effervescente’. “Con riferimento ai settori ciclici, invece, bisogna muoversi a livello specifico sui singoli titoli perché conta molto la valutazione delle singole società e quanto sia prezzato il rallentamento nel terzo trimestre e le prospettive per i prossimi”, puntualizza il gestore.  

“Dall’altro lato”, continua Nascimbene, “abbiamo preso un po’ profitto sui settori difensivi che erano su valutazioni molto tirate. Erano molto presenti nei portafogli degli investitori e quindi secondo noi su questi settori c’è meno spazio”. Ultima cosa importante, proprio perché erano state particolarmente penalizzate nel corso dell’anno, anche per i flussi in uscita da parte degli investitori internazionali, dall’entità tornano a privilegiare le società a media e piccola capitalizzazione dove si trovano molte storie interessanti: “Le società che sono riuscite ad attraversare questo periodo di turbolenza con buoni risultati e prospettive a nostro avviso rappresentano titoli interessanti su cui puntare”, conclude Nascimbene.

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