Morningstar, l’impegno delle società di gestione sul clima


L'ultima ricerca ESG di Morningstar, "Asset Manager Reporting on Climate-Risk Engagements: What It Tells Us About a Firm's Approach to Stewardship”, esamina venti rapporti sull’impegno in tema di clima degli asset managers europei e statunitensi.

Può essere difficile giudicare l'efficacia con cui i gestori svolgono questi compiti solo in base alle loro dichiarazioni. Per questa ragione, la ricerca di Morningstar ha come obiettivo quello di fornire una maggiore trasparenza negli impegni climatici presi dalle società di gestione, aiutando gli investitori a capire quanto efficacemente usino la loro influenza quando dialogano con le società in cui investono.

Il rischio climatico è un fattore sempre più importante nel processo decisionale degli investimenti. È importante sviluppare delle linee guida comuni per valutare le diverse strategie di gestioni, ma data la natura qualitativa degli incarichi, la rendicontazione del livello di impegno non è ancora semplice. La mentalità di Stewardship descrive essenzialmente la teoria del cambiamento che i gestori applicano nelle loro attività di coinvolgimento. Le loro scelte sono guidate dal fatto che considerino le singole attività di engagement come uno strumento non solo per contenere il rischio del portafoglio ma anche a livello di sistema.

“I cambiamenti nel settore del risparmio gestito rendono cruciale il ruolo degli asset managers nel promuovere la resilienza a livello di sistema. L'aumento delle strategie passive ha portato ad un incremento delle concentrazioni del patrimonio nelle società di fondi indicizzati. Questi controllano quote considerevoli e crescenti nelle società quotate. Ciò consente una maggiore esposizione al rischio sistemico ma anche una maggiore influenza sulle pratiche di governance che mitigano i rischi ESG”, ha commentato Jackie Cook, Director of Sustainability Stewardship Research della società.

I punti salienti trattati includono:

  • Le caratteristiche del rischio climatico come tema centrale nella rendicontazione dei 20 principali asset manager. La maggior parte instaura un dialogo sul rischio climatico con le società in cui investe e alcune lo mette al centro della strategia.
  • I report sull’engagement non sono standardizzati, rendendo difficile per gli investitori confrontare un gestore con un altro. Costruire un quadro degli impegni relativi al clima di ciascun gestore richiede un approfondimento delle informazioni disponibili.
  • Quattordici dei venti gestori intervistati sono attualmente membri dell'iniziativa Climate Action 100. Tutti e dieci gli asset manager europei e quattro di quelli statunitensi intervistati.
  • In generale, le società di gestione europee segnalano le attività di azionariato attivo per un determinato anno civile, mentre i gestori statunitensi le indicano nel  periodo corrispondente alle loro dichiarazioni annuali di proxy voting alla SEC, che va dal 1 luglio al 30 giugno dell’anno successivo.
  • Alcuni gestori patrimoniali stanno manifestando segni di insofferenza circa il ritmo del cambiamento e segnalando la disponibilità ad aumentare la pressione sulle società in cui investono. Queste dichiarazioni mettono gli asset manager nella condizione di assumere un approccio più deciso sul tema climatico nel 2020.
  • L'area più debole nei report delle società di gestione è la misurazione e la comunicazione dei dati quantitativi sull’engagement.

Al seguente link il rapporto completo: https://www.morningstar.com/lp/power-of-dialogue?utm_source=corp_comm&utm_medium=referral

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