Mirabaud AM: focus su principi ESG e investimenti ad impatto


Elevata volatilità e incertezza caratterizzano lo scenario attuale dei mercati in seguito alla diffusione del Covid-19. Questo shock esogeno, che ha costretto tutto il mondo a fermarsi per mesi, sembra aver spinto la finanza a riconsiderare le proprie priorità dando una nuova attenzione alla sostenibilità. "In Mirabaud siamo da sempre convinti che non può esserci crescita senza sostenibilità" ha dichiarato Lionel Aeschlimann, managing partner e CEO di Mirabaud Asset Management aprendo la web conference dal titolo 'Mirabaud AM and the Road Ahead'. "La nostra visione si basa su quattro pilastri: sostenibilità economica, sociale, ambientale e aziendale. Vogliamo sostenere le aziende, vogliamo portare valore aggiunto ai nostri clienti, contribuendo al contempo a una società migliore, più giusta e inclusiva per tutti".

“Mirabaud è un gruppo con alle spalle 200 anni di storia, durante i quali abbiamo assistito a eventi senza precedenti e la pandemia di Covid-19 è sicuramente tra questi", ha aggiunto il responsabile Italia David Basola. “In un contesto come questo, puntiamo a investire in aziende che rappresentano i leader di domani, il cui focus si sta discostando dai rendimenti puramente finanziari. Siamo impegnati a investire in modo responsabile, sia attraverso una solida integrazione dei principi ESG negli asset quotati, sia attraverso l'investimento a impatto con i nostri veicoli di private equity. Cerchiamo aziende con buone pratiche interne che siano in grado di contribuire alla costruzione di un'economia più sostenibile”, afferma. 

Scenario macro

Il Covid 19 e la minaccia di una seconda ondata, le elezioni USA e la Brexit sono i temi dominanti nell’attuale contesto macroeconomico globale. “L’epidemia di Covid 19 e i suoi effetti hanno cambiato strutturalmente l’economia, e continueranno a farlo” ha commentato il chief economist Gero Jung “e ciò comporta cambiamenti nei governi in tutto il mondo, così come variazioni nei comportamenti dei consumatori. Attualmente viviamo in un mondo ad alto debito, e questo avrà ramificazioni di vasta portata. Infatti, una delle nostre maggiori convinzioni è che i tassi rimarranno bassi per moltissimo tempo. Le imminenti elezioni USA sono fonte di ulteriore incertezza, che difficilmente diminuirà anche dopo il 3 novembre. In caso di vittoria di Biden, i piani di spesa che propone potrebbero accrescere il debito e il deficit degli Stati Uniti esponenzialmente. La Brexit rimane un argomento chiave, il nostro scenario di base vede un accordo commerciale tra l'UE e il Regno Unito. L'impatto negativo di una hard Brexit sul PIL è notevole; nel lungo periodo sarebbe infatti maggiore rispetto agli effetti della crisi Covid-19. In Europa gli ultimi sondaggi evidenziano delle sfide per la ripresa. Infatti, mentre in Germania e in Italia gli indicatori sono incoraggianti, in altri paesi la situazione è più difficile. La Francia, ma soprattutto la Spagna, sono tra i Paesi maggiormente colpiti dalla recrudescenza dei casi Covid-19 e dove il settore dei servizi soffre in maniera sostanziale. Ciò costituisce una seria sfida alla ripresa della crescita in quei paesi e aumenta ulteriormente la divergenza all'interno delle economie della zona euro. Per quanto riguarda l'Italia, ci aspettiamo un rimbalzo fino a fine anno, ma il percorso verso la normalità sarà lungo. Da maggio abbiamo assistito a una ripresa dell'attività e a un lento aumento dell'occupazione. Per quanto riguarda l'andamento dell'economia italiana, gli ultimi indicatori sono incoraggianti, e suggeriscono che, alla fine del terzo trimestre, la ripresa nella Penisola prosegue, con il settore industriale in sovraperformance. Inoltre, il settore dei servizi resiste meglio che in molti altri paesi europei. Nonostante l'apprezzamento dell'euro, la perdita di competitività si è solo leggermente deteriorata e il livello di indebitamento generale delle imprese rimane inferiore alla media dell'area dell'euro. Tuttavia, la risposta di politica fiscale all'epidemia potrebbe avere forti ripercussioni sui conti pubblici”. 

Per quanto riguarda i mercati azionari, questa estate è stata caratterizzata dal rally più forte negli Stati Uniti da molti anni. Ciò è stato sostenuto dalla liquidità immessa dalla Federal Reserve statunitense, che ha messo un limite al ribasso del mercato. Inoltre, c'è stato un ancoraggio dei tassi a breve termine negli Stati Uniti.

ESG e Private Equity

“La combinazione di questi fattori ha spinto i multipli al rialzo. Ci stiamo anche avvicinando alla stagione delle trimestrali, che confermerà nettamente se i multipli sono alti artificialmente, come pensiamo sia per molti nomi in recupero. Di conseguenza, la ricerca della qualità in questo ambiente diventa fondamentale ed è di primaria importanza per noi che guardiamo al futuro" ha dichiarato Anu Narula, head of Global Equities della casa di gestione. “Il nostro approccio agli investimenti è molto chiaro; costruiamo un portafoglio di società dalla crescita sostenibile con caratteristiche diverse e investiamo in modo responsabile attraverso una copertura ESG. Il nostro processo ESG include uno screening sia positivo che negativo, integrato da una attività di engagement in collaborazione con il nostro team ESG. Fondamentalmente, prendiamo in considerazione i fattori ESG nella valutazione e nella scelta degli investimenti perché riteniamo che abbiano un impatto positivo e sostenibile sulla performance finanziaria. In qualità di gestori attivi ed engaged, crediamo inoltre che non ci sia alcun sostituto a una ricerca sui titoli approfondita e bottom-up, oltre che a un engagement continuo con le aziende. Un esempio di dove il nostro solido processo ESG è entrato in gioco è Facebook, che insieme a una serie di altri titoli tecnologici, è stato una parte importante dei portafogli di molti gestori azionari globali. Riteniamo che ci siano molte sfide ESG per il business, in particolare per quanto riguarda la privacy e l'utilizzo dei dati, che pensiamo rappresentino un rischio materiale considerevole per l'azienda, e quindi non fa parte del nostro portafoglio”.

Con riferimento, infine, ai mercati privati, “abbiamo visto come il mercato del Private Equity si sia evoluto nel tempo, per arrivare a dare sempre più rilevanza alla sostenibilità e alla misurazione del suo impatto sul pianeta” ha commenta Renaud Dutreil, head of Private Equity“Nel nostro approccio in particolare nei fondi dedicati al lifestyle, la sostenibilità è un pilastro fondamentale e non avrebbe senso senza la misurabilità dell'impatto legato alla produzione locale, alla valutazione dell'artigianato e all’emergenza di ecosistemi locali. Un chiaro esempio del nostro approccio potrebbe essere l'industria dei diamanti coltivati in laboratorio. Purtroppo, l'estrazione dei diamanti pone questioni importanti soprattutto sotto i profili della tutela dei diritti umani, della tracciabilità, e dell’impatto ambientale. Lo sviluppo dell'industria dei diamanti sintetici offre soluzioni sostenibili a queste tematiche consentendo non solo una significativa riduzione dell'impronta di carbonio ma anche ponendo fine alle condizioni di lavoro precarie e alle problematiche legate alla tracciabilità”. 

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